Claude Debussy

Saint Germain en Laye, 22 agosto 1862 – Parigi, 25 marzo 1918

Compositore e pianista francese.
È considerato in patria e nel mondo come uno dei più importanti compositori francesi di sempre, nonché uno dei massimi protagonisti del simbolismo musicale.

Claude Debussy
Claude Debussy nel 1908

Figlio di genitori ricchi in seguito divenuti poveri (vendevano bicchieri), entrò al Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris (1872-84), studiando il pianoforte con Antoine Marmontel e composizione con Ernest Guiraud.
In seguito alla vittoria del prestigioso e ambito Prix de Rome nel 1884 con L’enfant prodigue, soggiornò a Roma tra il 1885 e il 1887, dove entrò in contatto con la musica di Giovanni Pierluigi da Palestrina, della quale rimase subito entusiasta. Probabilmente il suo stile di compositore venne ad affermarsi durante le sue visite a Bayreuth (1890 e 1891) e grazie all’ascolto delle musiche di Gamelan di Giava.

L’influenza di Wagner è evidente nella cantata La damoiselle élue (1888) e nei Cinq poèmes de Baudelaire (1889).

Debussy trascorse una vita molto movimentata, soprattutto sentimentalmente.
All’età di 18 anni iniziò una relazione clandestina con Blanche Vasnier, moglie di un ricco avvocato parigino. La relazione durò otto anni e venne piano piano scemando in seguito alla vittoria di Debussy del Prix de Rome avvenuta il 28 giugno 1884 con L’Enfant prodigue, un concorso musicale che prevedeva la permanenza obbligatoria nella capitale italiana, dove soggiornò presso Villa Medici dal 1885 al 1887.

«Caro amico,
…I miei genitori non sono ricchi e non posso pagare la cena per festeggiare il mio premio.
Ho cercato invano di vendere la mia musica.
Ma tutto mi è stato sfavorevole. Ho contratto vari debiti che dovrò regolare prima di partire, per cui
non posso neppure offrirle dei fiori, dire che ella li ama tanto.
Vi chiedo quindi di prestarmi cinquecento franchi…»

Debussy nella sua permanenza a Roma visitò diversi luoghi attorno alla capitale: visitò Fiumicino e fu ospite del conte Primoli intorno al 1885. Ci ha lasciato una descrizione del suo soggiorno:

“Sono stato a Fiumicino, Primoli essendo a Parigi, mi ha offerto la sua villa che è deliziosamente sistemata. Fiumicino è un luogo affascinante dove i romani vengono a farsi i bagni a mare, dove ho già avuto un piacevolissimo soggiorno. Lì ho goduto di una completa solitudine, è ciò che chiedo per adesso“.

Tornato a Parigi nel 1889, iniziò una tempestosa relazione di nove anni con Gabrielle Dupont detta Gaby, figlia di un sarto di Lisieux, con cui coabitò in Rue Gustave Doré, nel XVII arrondissement; contemporaneamente si legò per breve periodo alla cantante Thérèse Roger.

La storia con la Dupont finì quando Debussy si legò alla di lei amica Rosalie Texier detta Lily, una bellissima modella, che il compositore sposò nel 1899; Gaby prese la separazione malissimo e tentò il suicidio. Nonostante Lily fosse una persona innamorata, pratica, diretta e benvoluta da amici e colleghi del marito, Debussy col tempo sviluppò una crescente irritazione nei confronti di sua moglie per via delle sue limitazioni intellettuali e della sua mancanza di sensibilità e cultura musicale.
Nel 1904 Debussy conobbe Emma Bardac grazie a suo figlio Raoul, che era allievo del musicista: Emma era moglie del banchiere Sigismond Bardac e, al contrario di Lily, la Bardac era una donna raffinata, brillante nella conversazione e anche stimata cantante. Ben presto Debussy si avvicinò ad Emma, per cui scrisse il pezzo per pianoforte L’isle joyeuse, e abbandonò la Texier, la quale disperata tentò, come la Dupont, di suicidarsi sparandosi in petto in Place de la Concorde; sopravvisse, ma il proiettile le rimase incastrato in una vertebra per il resto della vita.

Lo scandalo provocato da tale azione costrinse Debussy e la Bardac (già incinta di lui) a scappare segretamente in Inghilterra sull’isola di Jersey nell’aprile del 1905. La coppia si sistemò nel Grand Hotel di Eastbourne, dove Debussy completò la suite sinfonica La Mer.

Debussy ed Emma tornarono a Parigi in autunno, giusto in tempo per la nascita della loro bambina Claude-Emma. Chiamata affettuosamente Chou-chou, che in giapponese vuol dire “farfalla”. La bambina sopravvisse alla morte del padre per nemmeno un anno, perendo a soli quattordici anni in un’epidemia di difterite nel 1919.

Claude Debussy morì a Parigi il 25 marzo del 1918 per un cancro durante la prima guerra mondiale, mentre l’esercito tedesco bombardava la città. Era solo 8 mesi prima che la vittoria venisse dichiarata, in Francia. In quel momento la situazione militare francese era considerata da molti critica, e questa circostanza non permise che gli fosse dato l’onore dei funerali di Stato.

Solo dopo la fine della guerra, 8 mesi dopo, fu possibile celebrarne la morte e poco dopo il suo corpo venne traslato nel cimitero di Passy, dietro il Trocadéro, dove attualmente riposa tumulato insieme con la moglie Emma e alla figlia Chou-chou.

La Francia ha, fin dal principio, riconosciuto e celebrato il genio musicale di Debussy, onorandolo come uno dei suoi più stimati figli. Dal 1980 fino all’introduzione dell’euro nel 2002, il suo volto ha campeggiato sulla banconota da 20 franchi.

La morte di Debussy, come anche l’intera prima guerra mondiale, coincisero con il periodo denominato Belle Époque che testimoniava lo sbocciare a Parigi di innovazioni, nuovi stili di vita e di nuove esperienze artistiche.

Fonte Wikipedia

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Questo articolo ha un commento

  1. Claude Debussy un genio senza tempo!

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