Concertisti Classica, la musica classica in Italia
La Musica Classica in Italia
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Chi possiede la più vasta raccolta di brani di musica classica nel mondo?
Molte biblioteche e archivi in tutto il mondo conservano importanti collezioni di questo genere musicale, ma una in particolare possiede una vasta collezione di musica classica italiana, tra cui partiture originali e incisioni discografiche
La musica classica è stata scritta e pubblicata da molte fonti diverse nel corso dei secoli, e molte di queste opere sono conservate in archivi e biblioteche in tutto il mondo.

Tuttavia, alcune istituzioni sono particolarmente note per la loro vasta collezione di musica classica e per la loro attività di conservazione e diffusione della musica. Ecco alcuni esempi:

  •  – Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti: Questa biblioteca, situata a Washington D.C., possiede una vasta collezione di musica classica, tra cui partiture originali, incisioni discografiche e altri documenti storici.
  • – Bibliothèque Nationale de France: Questa biblioteca, situata a Parigi, possiede una vasta collezione di musica classica francese, tra cui partiture originali e incisioni discografiche.

Ma una in particolare attira l’attenzione di studiosi e ricercatori:

  • –  La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze: Questa biblioteca possiede una vasta collezione di musica classica italiana, tra cui partiture originali e incisioni discografiche.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è una delle più importanti biblioteche italiane ed europee. Insieme alla Biblioteca nazionale di Roma, svolge le funzioni di biblioteca nazionale centrale.

Possiede circa 5.500.000 volumi a stampa, 115.000 testate di periodici di cui circa 15.000 in corso, 3.900 incunaboli, 25.000 manoscritti, 29.000 edizioni del XVI secolo e circa 1.000.000 di autografi.

Le scaffalature dei depositi librari coprivano, al 2013, 135 km lineari, con un incremento annuo di oltre 1 km e mezzo.

La storia: dalla Biblioteca Magliabechiana alla Biblioteca Nazionale Centrale

Una serie di favorevoli circostanze aveva permesso che nel XVII secolo si formassero a Firenze – città di circa 75.000 abitanti, come Bologna e Genova – un elevato numero di raccolte librarie in mano a privati, religiosi e, naturalmente, alla casa Medici, regnante sul Granducato.

In questo quadro si inserisce l’importante opera di Antonio Magliabechi che, per il suo impegno come bibliotecario dei principi Francesco Maria e del Cardinale Leopoldo, e per personale interesse verso la sua propria raccolta (composta di 30.000 volumi), fu al centro di una fitta trama di rapporti con eruditi e librai di tutta Europa che permise a lui e poi alla città (a cui lasciò i suoi libri) di allineare negli scaffali della sua biblioteca gran parte della produzione europea tra XVII e XVIII secolo.

Le origini dell’attuale Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze risalgono al lontano 26 maggio 1714, quando Antonio Magliabechi, ormai sul letto di morte, dichiara al notaio Giovanni Evangelista Miccinesi la volontà di lasciare i suoi 30.000 volumi, ai poveri della città di Firenze, allo scopo di formare “una publica Libreria a benefizio universale della città”.

Con la morte di Magliabechi la sua raccolta passa alla città e dunque la vicenda deve essere inquadrata nella storia delle biblioteche della penisola che si costituiscono tra la seconda metà del ‘600 e i primi anni del secolo successivo.
Di fatto è essenziale annotare che la Magliabechiana fu costituita “ad uso dei poveri” dove con l’aggettivo si intende una fascia di studiosi che rientrava tra i poveri “vergognosi” e che dunque aveva necessità di ricorrere, oltre ai libri che si possedevano tra le mura domestiche per i più vari motivi come la devozione, la professione, il piacere di conoscere, il patrimonio ereditato, ad altre raccolte più provviste di testi.

Nel 1861 la Magliabechiana venne unificata con la grande Biblioteca Palatina (costituita da Ferdinando III di Lorena) ed assunse il nome di Biblioteca nazionale e dal 1885 l’appellativo di centrale. Dal 1870 riceve per diritto di stampa una copia di tutto quello che viene pubblicato in Italia.

Il ricco patrimonio di copie digitali di musica a stampa della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, che si è andato a costituire dal 2008, corrisponde senza dubbio al vero interesse di un pubblico. Infatti le immagini derivano dalle richieste degli utenti che, quando richiedono la riproduzione per intero di una pubblicazione musicale, consentono che una copia digitalizzata rimanga alla Biblioteca.
La tendenza è stata quella di richiedere prevalentemente musica del primo Novecento (non più coperta da diritti di copyright) di cui la biblioteca conserva una grande collezione, in quanto destinataria del deposito legale anche per le pubblicazioni musicali delle opere stampate in Italia fin dal 1869. La raccolta della Nazionale si caratterizza perché documenta la produzione editoriale sia di musica colta che di musica leggera e popolare, non sempre conservata in altri istituti. 

Fondi di interesse musicale

Luigi Dallapiccola
donato nel 1995
1.390 partiture a stampa;
30 monografie di interesse musicale;
294 dischi in vinile.
Della donazione fanno parte anche il pianoforte verticale sul quale il Maestro compose Volo di notte.

Massimo Mila
acquistato nel 2000 dal Ministero per i beni e le attività culturali e comprende:
8.000 volumi
470 titoli di periodico
1.200 programmi di sala
3.400 edizioni musicali
2.750 dischi in vinile

Ildebrando Pizzetti
in parte acquistato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze in antiquariato (2002), in parte donato dal figlio del maestro, Bruno Pizzetti.
Il fondo comprende una raccolta di manoscritti autografi del compositore Ildebrando Pizzetti (Parma 1880 – Roma 1968).

Collezione Rostirolla
acquistato dal Ministero per i beni e le attività culturali nel 1990.
Dei 1.568 esemplari che compongono la raccolta, circa 170 manoscritti provengono dalla biblioteca Compagnoni Marefoschi, importante fondo marchigiano risalente ai secoli XVIII-XIX e suddiviso tra la Biblioteca Casanatense di Roma, alcuni privati e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Gisella Selden-Goth
acquistato nel 1987, comprende:
370 partiture di musica a stampa, alcuni fascicoli di periodici musicali, programmi di sala, recensioni, appunti di musica manoscritti, materiale documentario. 

Dunque, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze,  una delle più importanti biblioteche italiane, è un luogo di riferimento per la ricerca musicale. La sua vasta collezione di musica classica e i suoi servizi di studio e consultazione rendono la Sala Musica una risorsa importante per gli studiosi, i musicisti e gli appassionati di musica classica.

Una curiosità

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, insieme a Villa Adriana e Villa d’Este, è stata iscritta nella lista dei beni culturali sottoposti a protezione rafforzata in caso di conflitto armato, prevista dal II Protocollo del 1999 della convenzione Unesco dell’Aja del 1954. L’iscrizione nella lista comporta l’immunità: in caso di conflitto armato i siti debitamente contrassegnati con lo scudo blu della Convenzione non possono essere oggetto di attacchi né essere utilizzati per fini militari.

Biblioteca nazionale centrale di Firenze

piazza Cavalleggeri, 1 – Firenze

tel. 055/249191

email: bnc-fi.info@cultura.gov.it

sito web: www.bncf.firenze.sbn.it/

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