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Caruso – la casa natale a Napoli, la villa in Toscana, i memorabilia a New York
Oltre al Museo Nazionale di prossima apertura nella Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli, altri musei sono dedicati al “tenore dei due mondi”
Enrico Caruso (Napoli 1873 – 1921), non solo grandissimo tenore, ma anche tra i primi a diventare una ‘celebrity’ globale, a breve sarà onorato dall’apertura del Museo nazionale a lui dedicato a Palazzo Reale di Napoli, come annunciato nei giorni scorsi dal Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

In attesa della nuova istituzione, volendo seguire le tracce del ‘tenore dei due mondi’, ecco una panoramica degli altri musei che lo ricordano:

Napoli • Casa Museo Enrico Caruso

Il percorso non può che iniziare a Napoli, in Via Santi Giovanni e Paolo 7, nel popolare quartiere ‘dell’Arenaccia’, o di San Carlo all’Arena; salendo al primo piano si incontra un modesto appartamento di 45 metri quadri: è qui che Enrico Caruso nacque – esattamente 150 anni fa, il 25 febbraio 1873 – e qui visse gli anni della primissima infanzia.

Il 2 agosto 2021, nel centenario della scomparsa del mitico tenore, grazie ad un ‘miracolo laico’ come è stato definito dagli artefici dell’impresa, si è ufficialmente inaugurata la Casa Museo Enrico Caruso. L’iniziativa, tutta privata, è frutto dell’impegno di tre appassionati napoletani: Raffaele Reale, presidente dell’Associazione Casa Museo Enrico Caruso APS e proprietario del piccolo appartamento, da lui acquistato espressamente allo scopo di creare il museo; Armando Jossa, direttore artistico, e Gaetano Bonelli, direttore del Museo, da sempre impegnati nella promozione del tenore. Una sinergia che si è avvalsa del fondamentale apporto della famiglia Caruso, dello storico Guido D’Onofrio e del collezionista newyorkese Aldo Mancusi, che ha destinato alla Casa Museo svariati cimeli.

È così possibile visitare il luogo dove ebbe inizio la straordinaria parabola della star dei due mondi, ammirando gli oltre cento cimeli e testimonianze esposti, tra cui fotografie, lettere, ritratti e le celebri caricature, i dischi originali, locandine, programmi e articoli di giornale, ma anche il bastone da passeggio preferito di Caruso e la biancheria in lino recante l’elegante ricamo delle sue iniziali. Ad accogliere i visitatori, la sua voce immortale scaturita da un grammofono d’inizio 900.

Casa Museo Enrico Caruso – APS • Via Santi Giovanni e Paolo, 7, Napoli • Info e prenotazioni: +39.3404844132

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A Napoli, dove Caruso mori come è noto in una stanza del Grand Hotel Vesuvio, si trova anche la sua tomba, all’interno della cappella privata nel cimitero di Santa Maria del Pianto, a pochi metri da quella di Totò.

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Lastra a Signa (FI) • Villa Caruso Bellosguardo e Museo Enrico Caruso

Ci spostiamo in Toscana, a Lastra a Signa (non lontano da Firenze), dove si trova la residenza prediletta del tenore, la magnifica Villa Caruso di Bellosguardo.

La villa, risalente alla fine del Cinquecento, è situata in una spettacolare posizione collinare. Fu acquistata nel 1906 dal tenore ormai consacrato a fama planetaria dopo il debutto al Met di New York tre anni prima. Secondo il racconto dei suoi biografi, Caruso conobbe Villa Bellosguardo nel corso di una passeggiata con la compagna Ada Giachetti, rimanendo colpito dal suo magnifico panorama e dallo scenografico parco al punto da decidere di comprarla.

Acquisita nel 1540 dalla nobile famiglia Pucci, la proprietà conobbe il primo intervento significativo nel 1585, quando il colto e raffinato abate Alessandro Pucci decise di creare un buen retiro per sé e per i suoi ospiti. Collezionista e protettore di giovani artisti, egli incaricò l’architetto e antiquario fiorentino Giovanni Antonio Dosio di trasformare la casa padronale ed i suoi annessi poderi in un raffinato parco di delizie naturali e artificiali.

La villa rimase di proprietà della famiglia Pucci fino al 1858 quando fu venduta a Giuseppe Campi, e successivamente appunto a Caruso. Il tenore, rapito dalla bellezza e dalla pace della sua nuova residenza, la fece restaurare nello stile classico delle ville toscane, con interventi strutturali che le conferirono l’aspetto attuale.

Caruso si avvalse dell’architetto Rodolfo Sabatini, che rese simmetrici i corpi dei due edifici preesistenti, e impiegò nei lavori gli abitanti di Lastra, che donarono al tenore la colonna in pietra tutt’oggi visibile, in segno di ringraziamento per aver contribuito così a risollevare l’economia locale.

Concepita come luogo di riposo e dedicato agli affetti familiari, la villa fu arredata fastosamente e arricchita da mobili sontuosi, oggetti preziosi, opere d’arte commissionate ai maggiori artisti, collezioni di orologi antichi, quadri e stoffe pregiate; il giardino venne scomposto e riassettato in guisa d’uno scenario teatrale.

Nel 1921, alla morte di Caruso, la proprietà passò al figlio Rodolfo e al fratello Giovanni, poi ad altri, fu ceduta alla famiglia Gucci nel 1990 e infine riacquistata dal Comune di Lastra a Signa nel 1995. La gestione è attualmente affidata all’Associazione Villa Caruso, che ne promuove la valorizzazione organizzando concerti, spettacoli, esposizioni e visite.

Purtroppo del fasto e dello splendore ideati da Caruso non è rimasta che la memoria. Intatto è però il fascino del luogo, così carico di suggestioni, ulteriormente valorizzato dal Museo dedicato al grande tenore.

Aperto al pubblico dal febbraio 2012, il Museo Enrico Caruso – gestito dall’Associazione Villa Caruso per conto del Comune di Lastra a Signa -accoglie cimeli ed oggetti quotidiani appartenuti al cantante. Il progetto museale si fonda sull’idea di far vivere al visitatore un incontro diretto con l’artista: Caruso è evocato da numerosi e diversi elementi: gli oggetti a lui appartenuti, le opere collezionate, i disegni da lui realizzati, i numerosi riconoscimenti, le immagini che lo rappresentano nel mondo e la sua stessa voce consegnataci nello storico vinile.

Villa e Museo Enrico Caruso – Via Bellosguardo, 54 50055 Lastra a Signa FI  +390558721783 – info@museoenricocaruso.it – info@villacaruso.it

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New York • Enrico Caruso Museum of America

Non manca poi un altro Museo d’iniziativa privata fondato dal grande appassionato a collezionista Aldo Mancusi nella città dove Caruso consacrò la sua fama, New York.

È nella Grande Mela infatti che si trova l’Enrico Caruso Museum of America, una ricchissima collezione di «memorabilia» – foto di famiglia del tenore, libri, dischi, lettere, oggetti personali, la maschera funebre e una sessantina di caricature originali firmate da Caruso.

Partendo dalla collezione di circa 70 dischi di Caruso e da altri cimeli raccolti dal padre, Aldo Mancusi ampliò la raccolta e nel 1982 aprì il piccolo museo di circa 300 metri quadri al piano superiore della sua abitazione a Brooklyn. Registrato ufficialmente come organizzazione non-profit nel marzo del 1994, nei successivi trent’anni l’Enrico Caruso Museum of America si è ulteriormente arricchito con acquisti e donazioni (in particolare la collezione di Michael Sisca). Visitato da migliaia di appassionati, il museo è stato anche set per le scene di diversi film ed ha organizzato numerose esposizioni itineranti sia negli Stati Uniti che in Italia. Alcuni oggetti della collezione sono stati destinati alla Casa Museo Enrico Caruso a Napoli, dove sono ora esposti.

Artefice e anima del museo, Aldo Mancusi si è spento nel 2022 all’età di 92 anni; incerte al momento le sorti della collezione, che con ogni probabilità sarà conservata e affidata ad una istituzione di maggiori dimensioni.

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Sempre negli USA, rifulge un’altra memoria dedicata al ‘tenore dei due mondi’, la stella con il nome Enrico Caruso incastonata lungo la celebre Walk of Fame di Hollywood, uno dei pochi italiani ad aver ricevuto questo ambito riconoscimento: una straordinaria testimonianza d’affetto e ammirazione per un artista che fece innamorare l’America.

Infine, scrutando il cielo, con un po’ di immaginazione potremmo scorgere l’asteroide 37573 dedicato proprio ad Enrico Caruso, a testimonianza di una gloria davvero “siderale”.

(Nella foto in basso, Villa Caruso di Bellosguardo a Lastra a Signa)

Fonte Concertisti Classica

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