
Festival Classica
Lucignano Music Festival 2026 – VI edizione “L’Età dell’Oro”

Due pagine giovanili di Bach sono riemerse dai faldoni della Biblioteca Reale di Bruxelles e hanno risuonato, per la prima volta dopo tre secoli, sull’organo della Thomaskirche di Lipsia. A identificarle, dopo oltre trent’anni di verifiche e confronti, è stato Peter Wollny, direttore del Bach-Archiv.
Un’intuizione lunga tre decenni
All’inizio degli anni ’90, giovane ricercatore a Bruxelles, Wollny si imbatte in due manoscritti anonimi che gli sembrano “parlare la lingua di Bach”. Ma la prova definitiva arriva solo di recente: nel 2023 emerge una domanda di lavoro del 1729, scritta da un ex allievo del compositore, con la stessa grafia delle due partiture. Un indizio decisivo che colloca i brani attorno agli anni giovanili di Bach, quando aveva circa diciott’anni.
Un Bach irrequieto
I documenti dell’epoca restituiscono un Bach sorprendentemente irrequieto: coinvolto in qualche lite e pronto a forzare le regole della severa prassi luterana, come quando fece cantare una giovane donna dalla cantoria, cosa allora proibita. Le due chaconne ritrovate sembrano portare ancora quella energia: pagine sperimentali, nate in un momento in cui il giovane musicista stava cercando la propria voce.
Il ritorno a casa
L’esecuzione alla Thomaskirche, la chiesa in cui Bach lavorò e dove è sepolto, ha dato alla scoperta un valore quasi simbolico. «La sua musica non invecchia», osserva Wollny. «È come girare attorno a una cattedrale medievale: ogni volta, una finestra diversa da cui entra la luce.»
Oggi, grazie a due fogli riemersi quasi per caso, altre due finestre si sono riaperte.
