Arturo Toscanini
“Tutti sapevano che conoscevo le opere a memoria: quando passavamo le parti li accompagnavo al piano senza guardare lo spartito. Io non volevo venir fuori, ma una corista, una certa signora Leoni di Parma, brutta come il diavolo, mi supplicò di andare. Volevano che mi mettessi in frac – ho detto no, no..”
Così lo stesso Arturo Toscanini ricordò le circostanze del suo debutto sul podio il 30 giugno 1886 a Rio de Janeiro nell’Aida di Verdi. Nato a Parma il 25 marzo 1867, Toscanini, che si era diplomato nel 1886 in violoncello e composizione alla Regia Scuola di Musica di Parma (oggi Conservatorio) con il massimo dei voti e la lode, ottenendo anche il premio Barbacini di 137,50 lire, era stato scritturato come primo violoncello e maestro sostituto del coro da una compagnia operistica che sarebbe partita per il Brasile nella primavera dell’anno seguente. Giunti a San Paolo, il direttore locale, non particolarmente gradito dagli orchestrali italiani e apertamente contestato, dopo una sfortunata rappresentazione della Favorita di Donizetti e le disastrose recite del Faust di Gounod ed Aida a Rio de Janeiro, dove la compagnia si era spostata, fu costretto alle dimissioni e miglior fortuna non ebbe il suo sostituto. Fu, allora, che gli orchestrali, i quali avevano apprezzato le doti del giovane maestro durante la traversata nei momenti in cui li accompagnava al pianoforte per ripassare le parti, quasi trascinarono sul podio Toscanini che, vestito da orchestrale, debuttò dirigendo a memoria. Nonostante non avesse la meccanica del gesto, come egli stesso ricordò, fu un trionfo che segnò l’inizio della carriera di un mito della direzione d’orchestra che avrebbe debuttato in Italia, a Torino il 4 novembre dello stesso anno, dirigendo l’Edmea di Alfredo Catalani.

Toscanini nacque a Parma, nel quartiere Oltretorrente, il 25 marzo del 1867, figlio del sarto e garibaldino Claudio Toscanini, originario di Cortemaggiore (in provincia di Piacenza), e della sarta parmense Paola Montani; il padre era un grande appassionato di arie d'opera, che intonava in casa con amici dopo averle apprese al Teatro Regio

Fonte: http://www.gbopera.it

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Autore: Uber Bertiè

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