La traviata di Giuseppe Verdi torna all’Arena di Verona nell’allestimento firmato da Hugo de Ana, assente dal palcoscenico areniano dal 2016. Dopo Nabucco e Aida, il terzo titolo verdiano ca in scena venerdì 27 giugno con un cast di rilievo internazionale e una nuova direzione musicale. A interpretare Violetta sarà il soprano statunitense Angel Blue, al suo debutto assoluto in Arena, affiancata dal tenore messicano-americano Galeano Salas e dal baritono Amartuvshin Enkhbat, già applaudito nel ruolo di Nabucco. Sul podio, Speranza Scappucci dirigerà per la prima volta un’opera in Anfiteatro, dopo la Messa da Requiem verdiana eseguita nel 2021. Il raffinato allestimento ideato da Hugo de Ana nel 2011, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, evoca una Parigi belle époque, ispirandosi fin dalle prime scene alla fonte letteraria di Verdi: La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio. La vicenda si apre sulle tracce lasciate dalla protagonista, in un ambiente di memorie e assenze, per poi dispiegarsi a ritroso, come in un sogno o un lungo flashback che ci fa conoscere il personaggio e la sua storia. Le grandi cornici decorative in stile fin de siècle, i riflessi degli specchi e gli arredi teatrali ricostruiscono un universo visivo insieme evocativo e simbolico. Il racconto si sviluppa nel segno della coerenza drammaturgica e della suggestione visiva, sottolineando la trasformazione della vicenda di Violetta da esperienza privata a mito collettivo. «Un dramma intimo come quello di Traviata in uno spazio particolare come l’Arena, il palcoscenico più grande del mondo, è una sfida che offre mille possibilità ed altrettante difficoltà». Così Hugo de Ana presentava il proprio lavoro nel 2011. «Ho voluto ambientarla nella Parigi del 1890, periodo d’oro per il melodramma ma molto critico dal punto di vista sociale, che evidenzia la visione del dramma vissuta in prima persona da Verdi. Lo spettatore si troverà di fronte ad una pinacoteca smontata, […] uno spazio pieno e vuoto al tempo stesso, come la Parigi che si annida nel cuore di Violetta. Percorrerà l’opera il tema del ricordo. […] Violetta vince la morte con le sue stesse forze, è un personaggio eterno come l’amore è eterno, e la morte rappresenta solo l’immortalità dell’una e dell’altro». Nel corso delle repliche, in programma il 5, 11, 19, 25 luglio e il 2 agosto, si alterneranno alcuni tra gli interpreti più apprezzati del repertorio lirico: Rosa Feola e Nadine Sierra nel ruolo di Violetta, Enea Scala e Dmitry Korchak in quello di Alfredo, mentre Germont sarà affidato a Luca Salsi e Ludovic Tézier. Per le ultime due serate, la direzione musicale sarà affidata a Francesco Ommassini, già presente in passato nelle fila dell’Orchestra areniana. Completano il cast Sofia Koberidze (Flora), Francesca Maionchi (Annina), Carlo Bosi (Gastone), Gabriele Sagona (Douphol), Jan Antem (d’Obigny), Giorgi Manoshvili (Grenvil), con gli esordienti Hidenori Inoue e Alessandro Caro. Nelle repliche subentreranno Matteo Macchioni, Nicolò Ceriani e Francesco Cuccia. Il corpo di ballo areniano, coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, danzerà sulle coreografie di Leda Lojodice, mentre il Coro della Fondazione Arena, preparato da Roberto Gabbiani, affiancherà l’Orchestra sotto la direzione di Speranza Scappucci.