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Apre il Festival di Carnevale del Maggio Fiorentino dedicato a Goethe e al Faust, Marc Albrecht dirige il Concerto inaugurale
Il maestro tedesco sul podio il 13 gennaio in programma la “Faust-Symphonie” di Franz Liszt

Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Presenta

“ Festival di Carnevale del Maggio – dedicato al Faust e Goethe ”
Dopo il Festival autunnale dedicato a Giuseppe Verdi, al Maggio Musicale Fiorentino si alza il sipario sul Festival di Carnevale che pone al centro la figura di Johann Wolfgang von Goethe e il suo Faust, capolavoro pubblicato nel 1808 che vide impegnato il grande scrittore per quasi sessant’anni .

Fil rouge del Festival di Carnevale saranno i temi e le atmosfere del “Faust”, sia per la programmazione concertistica che lirica – nell’ambito di quest’ultima spicca il Doktor Faust di Ferruccio Busoni che sarà in cartellone dal 7 al 21 febbraio con la direzione di Cornelius Meister e la regia di Davide Livermore.

Al via dunque venerdì 13 gennaio 2023 in Sala Mehta (ore 20) con il primo concerto sinfonico dell’anno, diretto dal maestro Marc Albrecht alla guida del Coro e dell’Orchestra del Maggio: in cartellone Eine Faust-Symphonie R. 425 in tre parti per tenore, coro maschile e orchestra di Franz Liszt. Nel corso dell’esecuzione della sinfonia, al fianco del maestro Albrecht, il tenore Joseph Dahdah formatosi all’Accademia del Maggio e recentemente impegnato nelle recite del Don Carlo dirette da Daniele Gatti. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.

La sinfonia debuttò a Weimar nel 1857, diretta dallo stesso Liszt, in occasione dell’inaugurazione del monumento in bronzo dedicato a Goethe e Friedrich Schiller, legati in vita da una lunga e straordinaria amicizia e ritratti nella statua uno accanto all’altro. La vasta sinfonia si divide in quattro movimenti: i primi tre il compositore li definisce “Charakterbilder”; dei veri ritratti psicologici, dedicati alla trinità inseparabile del romanzo di Goethe. Questo era il progetto originario, sul quale, durante i tre anni che separano la conclusione del lavoro di scrittura dalla prima esecuzione, si innesta la decisione di aggiungere, come pannello conclusivo, un “Chorus mysticus”.

* (Marc Albrecht, photocredit ©Melle Meivogel)
Apre il Festival di Carnevale del Maggio Fiorentino dedicato a Goethe e al Faust, Marc Albrecht dirige il Concerto inaugurale

Altre informazioni di interesse

Il mito di Faust trovò nell’Ottocento la sua massima affermazione, affascinando schiere di letterati, pittori e musicisti. Tra quest’ultimi, dopo Schubert, Schumann, Berlioz e Gounod – per citarne solo alcuni – anche Franz Liszt fu contagiato dal morbo faustiano e nel 1854 compose la Faust-Symphonie in tre parti per tenore, coro maschile e orchestra. Opera ibrida tra sinfonia a programma e poema sinfonico, la Faust-Symphonie si articola in tre movimenti definiti da Liszt Charakterbilder, ovvero ritratti dei tre protagonisti del romanzo di Goethe (Faust, Margherita e Mefistofele), a cui l’autore aggiunse in una fase successiva il Chorus mysticus, che sigla il finale dell’opera. Nel movimento d’apertura (Faust) sono presenti ben cinque dei sette temi impiegati da Liszt nel corso della sinfonia; essi raffigurano la complessità psicologica del protagonista, passando attraverso un’ampia gamma di stati d’animo. Angoscia, tormento, slancio giovanile, passione amorosa e desiderio di conoscenza assoluta prendono forma nel susseguirsi dei temi affidati tanto a singoli strumenti quanto a intere sezioni d’orchestra. Alla poliedricità del movimento faustiano funge da contraltare il secondo movimento (Margherita). Alla donna angelicata spettano gli ultimi due temi: il primo è una melodia semplice e di sapore arcaico affidata inizialmente all’oboe accompagnato dalla viola, il secondo è invece un tema amoroso che si sviluppa tra le varie famiglie orchestrali. Mefistofele, in quanto spirito di negazione, non possiede nel terzo movimento nessun tema caratteristico, ma come alter ego del protagonista si appropria in modo beffardo dei temi appartenenti a Faust, dopo averli trasformati e distorti nel profilo melodico e ritmico. Nella corsa febbrile dello Scherzo l’influenza negativa di Mefistofele sembra travolgere tutto ad eccezione del tema di Margherita, che resta intatto e incontaminato. Per sottolineare la potenza dell’amore supremo della fanciulla, che alla fine del romanzo intercede per Faust salvandolo dalla perdizione eterna, Liszt decise di aggiungere come ultimo pannello sonoro il Coro mistico, chiamato a intonare i versi dedicati al potere salvifico dell’eterno femminino: un canto dolce e luminoso che chiude l’opera innalzandosi nelle sfere più alte dell’ispirazione lisztiana.

Interpreti

Direttore Marc Albrecht

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Tenore Joseph Dahdah

Programma

Franz Liszt
Eine Faust-Symphonie R. 425 in tre parti per tenore, coro maschile e orchestra

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