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All’Opera di Roma Jenůfa conclude la trilogia dedicata a Janáček; dirige Juraj Valčuha, la regia è di Claus Guth
Il nuovo allestimento è una coproduzione con la Royal Opera House di Londra, dove ha debuttato nel 2021; nel cast spicca Karita Mattila, per la prima volta sul palcoscenico del Costanzi

Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Presenta

“ Stagione 2023 – 24 ”
Con la messinscena di Jenůfa, capolavoro del teatro musicale realista d’inizio ‘900,  il Teatro dell’Opera di Roma conclude l’omaggio al grande compositore ceco Leoš Janáček (1854-1928): dopo ‘Káťa Kabanová’, andata in scena nella stagione 2021-22,  e ‘Da una casa di morti’, rappresentata lo scorso anno, sul palcoscenico del Costanzi arriva l’opera lirica più conosciuta del compositore, noto al più vasto pubblico anche per la Messa Glagolitica, la Sinfonietta e La piccola volpe astuta.

Sullo sfondo di una chiusa comunità rurale, due donne lottano per realizzarsi, per sopravvivere allo schiacciante peso degli obblighi sociali e alla violenza che le circonda: Jenůfa, opera in tre atti rappresentata la prima volta nel 1904 a Brno, fu scritta da Leoš Janáček tra il 1894 e il 1903 su libretto proprio, tratto dal dramma naturalista di Gabriela Preissová ‘Její pastorkyňa’ [La sua figliastra]. Lo stile musicale del lavoro è il risultato dello studio che il compositore dedicò per tutta la vita alle inflessioni della lingua parlata cèca. La trama ruota attorno a Jenůfa, figlia adottiva di Kostelnička, sagrestana della chiesa di un paesino della Slovacchia morava. Rimasta incinta dell’amante Števa, viene sfregiata da Laca, innamorato di lei e geloso della sua relazione. Costretta a nascondersi in casa di Kostelnička per la vergogna della maternità illegittima e rifiutata da Števa per la ferita che ora porta sul volto, viene poi ingiustamente accusata di infanticidio dopo che Kostelnička, a sua insaputa, uccide il bambino per paura che questo possa impedirle di sposarsi con Laca, ancora innamorato di lei e pentito. Alla scoperta del cadavere, la matrigna confessa il crimine, ma Jenůfa la perdona, accettando le nozze con Laca.

Jenůfa viene presentata all’Opera di Roma dal 2 al 9 maggio 2024 in un nuovo allestimento firmato dal pluripremiato regista tedesco Claus Guth, realizzato in coproduzione con la Royal Opera House di Londra, dove ha debuttato nel 2021 ottenendo l’Olivier Award come miglior produzione operistica. Le scene sono di Michael Levine, i costumi di Gesine Völlm, le luci di James Farncombe,  i video di rocafilm/Roland Horvath, la dammaturgia di Yvonne Gebauer.

Claus Guth abbandona l’estetica realista in favore di un allestimento simbolico. Altissime mura di legno delimitano la scena, isolando i personaggi e definendo la società rurale come un claustrofobico e immobile microcosmo. Al di fuori, quello che Guth definisce come “l’Altro sconosciuto”, un luogo impossibile da raggiungere per le protagoniste del dramma. Jenůfa è una vicenda in cui si intrecciano onore, amore e violenza, e in cui i destini di una giovane e della sua matrigna sono destinati a ripetersi, come in una maledizione. «Jenůfa è la storia di una donna che lotta per un mondo più libero – dice il regista – Una realtà che non presenta vie d’uscita. In scena non ci sono porte, non ci sono aperture. Costante, nell’opera, è il rumore della ruota del mulino, un ritmo ripetitivo, che non cambia mai. La società è questa macchina rituale che ripete i suoi movimenti all’infinito e che distrugge tutto ciò che incontra. L’opera mostra come un’enorme pressione sociale verso il conformismo possa portare alla completa caduta di un outsider, di qualcuno che sta fuori dalla norma».

Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma sale il direttore slovacco  Juraj Valčuha, tra i più  apprezzati interpreti della musica di Janáček. Al debutto al Costanzi, Valčuha, attualmente è Direttore musicale della Houston Symphony Orchestra, è salito sul podio di prestigiose orchestre quali Berliner Philharmoniker, Staatskapelle Dresden, London Philharmonic, New York Philharmonic, Chicago Symphony, Filarmonica della Scala. Molto attivo in Francia e in Italia, dove è stato direttore stabile dell’Orchestra Rai e del Teatro San Carlo, nel 2018 è stato insignito del Premio Abbiati della critica musicale.

Sul palco un cast di prestigio internazionale: Cornelia Beskow e Karita Mattila sono rispettivamente Jenůfa e Kostelnička. Robert Watson è Števa, mentre Charles Workman canta Laca. Nella parte della vecchia Buryjovka è impegnata Manuela Custer. Maestro del Coro è Ciro Visco; in scena anche il corpo di ballo del teatro dell’opera di Roma interprete della coreografia di Teresa Rotemberg.

Cornelia Beskow, soprano svedese apprezzato soprattutto per la profondità drammatica delle sue interpretazioni,  inizia la sua carriera internazionale nel ruolo di Elsa nel Lohengrin alla Wiener Staatsoper, per poi distinguersi come Jenůfa, nel 2022, in una nuova produzione del regista Keith Warner alla Norwegian Opera. Accanto a lei, nel ruolo della sagrestana Kostelnička, la grande Karita Mattila, riconosciuta interprete della Jenůfa di Janáček, sia come protagonista – la sua interpretazione alla Royal Opera House nel 2001 ha vinto un Grammy Award per la Best Opera Recording nel 2004 – sia nella parte della matrigna. Beskow e Mattila sono al loro debutto al Costanzi. Il tenore Robert Watson, anche lui per la prima volta sul palco dell’Opera di Roma, è invece Števa Buryja. A dell’ensemble della Deutsche Oper di Berlino dal 2016 al 2020, è salito sui prestigiosi palchi del MET di New York, della San Diego Opera e dell’Opéra National De Montpellier. Nella parte di Laca Klemeň cantail versatile tenore Charles Workman, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Boris Grigorijevič nella Káťa Kabanová di Janáček nel 2022. Il mezzosoprano italiano Manuela Custer è invece la vecchia Buryjovka. Completano il cast Sofia Koberidze (Karolka), David Stout (Il capomastro del mulino), Lukáš Zeman e Anna Viktorova (Il sindaco e sua moglie) e, dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Ekaterine Buachidze (La pastora), Valentina Gargano (Barena), Mariam Suleiman (Jana).

All’Opera di Roma Jenůfa conclude la trilogia dedicata a Janáček; dirige Juraj Valčuha, la regia è di Claus Guth

Interpreti

Direttore Juraj Valčuha
Regia Claus Guth

Maestro del Coro Ciro Visco
Scene Michael Levine
Costumi Gesine Völlm
Luci James Farncombe
Video rocafilm/Roland Horvath
Coreografia Teresa Rotemberg
Drammaturgia Yvonne Gebauer

Personaggi e interpreti principali
La vecchia Buryjovka Manuela Custer
Laca Klemeň Charles Workman
Števa Buryja Robert Watson
La Sagrestana Buryjovka (Kostelnička) Karita Mattila
Jenůfa Cornelia Beskow
 

Programma

Jenůfa
Musica di Leoš Janáček

Opera in tre atti su libretto del compositore
tratto dal dramma Její pastorkyňa di Gabriela Preissová

Prima rappresentazione assoluta
Teatro Nazionale, Brno, 21 gennaio 1904

Repliche

2 maggio 2024 ore 20 ‘prima’
repliche: 4 maggio ore 18
5 maggio ore 16.30
8 e 9 maggio ore 20

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Concertisti Classica

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