Concertisti Classica
Alessandro
Conti

"Il pianista italiano Alessandro Conti ha raggiunto ciò che la grande musica – e del resto tutta la musica – sempre esige: l’ha interiorizzata e fatta intimamente sua" Michael McDonagh

Alessandro Conti, pianista e direttore d’orchestra, propone un dialogo tra classico e contemporaneo.

Finiti gli studi al Conservatorio S. Cecilia di Roma, Alessandro Conti ha proseguito la sua formazione all’estero, perfezionandosi tra Vienna, Helsinki e Tallinn. Allievo di Paul Barnes, Krassimira Jordan e WolfangWatzinger per il pianoforte, Ivan Vandor per la composizione, Piero Bellugi, JormaPanula, ArkadyLeytush e PaavoJärvi per la direzione d’orchestra, si distingue inoltre per la sua formazione umanistica. Laureato dapprima in Filosofia, ha proseguito gli studi con una seconda laurea in Storia delle religioni.

– Come pianista si è esibito in Italia e all’estero, tenendo, tra gli altri, recital alla Kaisersaal a Vienna, al Teatro Marcello, Teatro Keiros, Teatro di Villa Torlonia di Roma, Sala Eutherpe di Valencia. Ha tenuto le prime esecuzioni italiane di opere quali Images di Howard Skempton, Time Curve Preludesdi William Duckworth. Primo interprete italiano ad eseguire integralmente in un unico concerto i Complete Piano Etudes di Philip Glass (giugno 2017), nonché alcuni brani inediti (Vision, Monsters of Grace) inclusi nella retrospettiva (2017) dedicata all’integrale pianistica del compositore americano (I. Original Works: sulla Malinconia; II. Transcriptions: sull’Ardore; III. Complete Etudes: sulla Perfezione). Ha diretto la Orquestra Reino de Aragón (Madrid – Riva del Garda), la Blue Danube Symphony Orchestra (Budapest), “OlegDanovski” Opera and Ballet Theatre Orchestra (Costanta), Baltic Festival Orchestra (Tallinn), Astrakhan Conservatory Orchestra, Astrakhan Philharmonia Orchestra (Astrakhan)

– Come direttore d’orchestra, ha lavorato sia in Italia che all’estero, prendendo parte a festival internazionali (come Musica Riva Festival, Baltic Festival), raggiungendo il Nord Europa e la Russia, con un repertorio che si estende dalla sinfonia classica alle pagine fondamentali del repertorio tardoromantico (Tchaikovsky e Sibelius in particolare), alle produzioni operistiche.
Ogni scelta di repertorio, nonché la costruzione stessa del programma da concerto, è l’esito di un percorso di ricerca che abbraccia anche l’arte figurativa e la letteratura (si ricordano per esempio i recital dedicati a Nabokov e al rapporto tra musica e autobiografia).
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