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Roma

Al Teatro dell’Opera di Roma con Suor Angelica di Puccini e Il Prigioniero di Dallapiccola si conclude il “Trittico ricomposto”

Attesa per il debutto romano del regista Calixto Bieito che firma il nuovo allestimento, sul podio Michele Mariotti
Fondazione Teatro dell’Opera di Roma
Stagione 2024 – 25 | Opera
Con l’inedito accostamento di Suor Angelica di Giacomo Puccini e Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola, in scena dal 23 aprile al 2 maggio 2025 al Teatro dell’Opera di Roma, si conclude il progetto “Il Trittico ricomposto”, ideato dal Direttore musicale Michele Mariotti e realizzato in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago. Il nuovo allestimento segna l’atteso debutto romano del regista spagnolo Calixto Bieito, noto per le sue letture audaci e profondamente incisive del repertorio operistico. Le scene sono firmate da Anna Kirsch, i costumi da Ingo Krügler, mentre il disegno luci è di Michael Bauer.

Pensato in occasione del centenario pucciniano 2024, il progetto in tre tappe affianca ciascuna delle opere del Trittico a un capolavoro novecentesco, scelto per affinità tematica. Così, dopo i dittici de Il tabarro / Il castello del Principe Barbablù che raccontava l’incomunicabilità di coppia, e Gianni Schicchi / L’heure espagnole, incentrato sui drammi familiari, in quest’ultima giustapposizione – dedicata anche ai 50 anni dalla scomparsa di Luigi Dallapiccola – risaltano la violenza e la privazione della libertà espresse attraverso il fanatismo religioso.

“Ciò che lega questi due capolavori è la condizione di claustrofobica prigionia, mentale e fisica, che attanaglia e annienta i protagonisti, cui si unisce la loro speranza delusa – racconta Michele Mariotti – Entrambi sono prigionieri di un destino che non possono cambiare. Suor Angelica è stata privata del diritto di amare e di essere madre e per questo amore ritenuto colpevole è stata rinchiusa in un monastero. Trascorsi sette anni, riceve la visita della zia principessa che le dice di averla esclusa dal testamento e la informa che suo figlio è morto. Sopravvivere alla morte del proprio figlio è un dolore impossibile da superare. Suor Angelica non è il primo personaggio femminile di Puccini che soffre per amore. Nel Prigioniero l’uomo sotto tortura striscia ormai come un verme inerme, ma a differenza di Suor Angelica trova nel carceriere un appiglio, una speranza, ma poi si trova davanti grande inquisitore e capisce di essere stato tradito. Ma è l’amore per la vita il segnale di questo capolavori”.

“Quando avevo 14 anni Roma era la mia città perché Visconti, Rossellini, Pasolini, Bertolucci, Vittorio De Sica erano parte della mia cultura e Roma è sempre stata con me. Sono molto contentato del lavoro del teatro e apprezzo la scelta di Mariotti per la combinazione Suor Angelica/Il prigioniero. Queste due opere rappresentano lo specchi del ventesimo secolo con la prima e la seconda guerra mondiale e tutto l’orrore e il trauma – spiega il regista Calixto Bieito– Il viaggio interiore dei due personaggi è molto simile: scoprono la luce della speranza e come sono stati manipolati, ma c’è la pace della morte. Abbiamo voluto creare in Suor Angelica un pezzo medievale perché sarebbe stato ovvio ambientarlo nell’attualità. Il prigioniero comincia come la fine della seconda guerra mondiale: ho pensato a Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo che è stato ucciso dai partigiani e ho pensato di cominciare con questa idea e spostarmi un sera digitale con ubi contrasto primitivo per arrivare alle origini dell’umanità”.

Nel ruolo di Suor Angelica torna a Roma il soprano Corinne Winters, fresca vincitrice dell’OPER! AWARD 2025 come miglior cantante femminile, già applaudita nella capitale per le sue interpretazioni nei Dialogues des Carmélites e in Káťa Kabanová. Nelle recite del 24 e 27 aprile il testimone passa alla spagnola Yolanda Auyanet, al debutto di ruolo, dopo il recente successo come Tosca proprio al Costanzi. Nei panni della Zia Principessa, Marie-Nicole Lemieux, che si esibisce per la prima volta con la Fondazione Capitolina. Completano il cast Annunziata Vestri (Badessa), Irene Savignano (Suora Zelatrice), Carlotta Vichi (Maestra delle Novizie), Laura Cherici (Suor Genovieffa), Ilaria Sicignano (Suor Dolcina), Marianna Mappa (Prima cercatrice), Claudia Farneti (Seconda cercatrice), Caterina D’Angelo (Seconda conversa) e, dal progetto ‘Fabbrica’ Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Jessica Ricci (Suor Osmina / La novizia), Maria Elena Pepi (Suora infermiera) e Sofia Barbashova (Prima conversa).

Protagonista del Prigioniero è il baritono Mattia Olivieri, artista ormai stabilmente affermato sulla scena internazionale, che torna al Costanzi dopo il Così fan tutte di Graham Vick (2016/17), e il debutto al Metropolitan di New York nel 2023. Al suo fianco, Ángeles Blancas nel ruolo della Madre, e John Daszak che interpreta sia il Carceriere che il Grande Inquisitore. Con loro, Arturo Espinosa (Secondo sacerdote) e Nicola Straniero, giovane talento emerso anch’egli dal programma “Fabbrica”, nel ruolo del Primo sacerdote.

L’Orchestra e il Coro, diretto da Ciro Visco, sono quelli dei Teatro dell’Opera di Roma; in scena anche il Coro di Voci Bianche della Fondazione Capitolina, istruito dal maestro Alberto de Sanctis.

Atto unico affidato esclusivamente a voci femminili, Suor Angelica, con Il tabarro e Gianni Schicchi, compone il Trittico, l’ultimo lavoro compiuto di Giacomo Puccini. Nato durante la prima guerra mondiale, proprio per questo ha debuttato al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918, e solo dopo in Italia, come desiderato da Puccini, proprio al Teatro Costanzi l’11 gennaio 1919. Le due rappresentazioni diedero luogo a pareri contrastanti. Suor Angelica, la preferita di Puccini tra le tre, fu molto apprezzata a Roma, meno a New York. Il libretto, fallito il tentativo di collaborazione con Gabriele D’Annunzio, è stato affidato a Giovacchino Forzano.

Il Prigioniero è un’opera in un prologo e 1 atto, su musica e libretto di Luigi Dallapiccola, ispirata al racconto La torture par l’espérance di Philippe-Auguste Villiers de l’Isle Adam e al romanzo La légende d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak (1868) di Charles de Coster. Iniziata dal compositore istriano nel 1944, come nel caso de Il Trittico in tempi di guerra, è andata in scena per la prima volta al Teatro Comunale di Firenze il 20 maggio 1950, dopo l’esecuzione radiofonica nell’Auditorium Rai di Torino diretta da Hermann Scherchen. All’Opera di Roma manca dall’unica altra rappresentazione, il 19 febbraio 1964, diretta da Antal Dorati, regia di Luigi Squarzina.

“In Suor Angelica è commovente vedere come Puccini, con delicate tinte color pastello, descriva un universo femminile composto da donne di differenti caratteri e temperamenti, che il voto preso non può e non deve nascondere – conclude Michele Mariotti – Diversa è l’atmosfera del Prigioniero, la cui indicazione iniziale del compositore, “stridente”, introduce subito in un clima di orrore, delirio e crudeltà. Può una madre sopravvivere al proprio figlio torturato? Può un essere umano avere ancora la forza di sperare nella libertà? Può un’amicizia rivelarsi talmente crudele dopo averti fatto sognare la fine dei tormenti? Queste sono le situazioni descritte dalla musica di Dallapiccola, che alterna momenti di lancinante violenza ad altri più onirici”.
Al Teatro dell’Opera di Roma con Suor Angelica di Puccini e Il Prigioniero di Dallapiccola si conclude il “Trittico ricomposto”

Interpreti

Direttore Michele Mariotti
Regia Calixto Bieito
Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Anna Kirsch
Costumi Ingo Krügler
Luci Michael Bauer

Suor Angelica
Opera in un atto
Musica Giacomo Puccini
Libretto di Giovacchino Forzano

Personaggi e interpreti principali

Suor Angelica Corinne Winters /
Yolanda Auyanet 24, 27 apr
La Zia Principessa Marie-Nicole Lemieux
La badessa Annunziata Vestri
La Suora Zelatrice Irene Savignano
La Maestra delle Novizie Carlotta Vichi
Suor Genovieffa Laura Cherici
Suor Osmina/La novizia Jessica Ricci
Suor Dolcina Ilaria Sicignano

Il Prigioniero
Opera in un prologo e un atto
Musica e libretto Luigi Dallapiccola
da La torture par l’espérance di Villiers de l’Isle Adam,
da La légende d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak di Charles de Coster

Personaggi e interpreti

La Madre Ángeles Blancas
Il Prigioniero Mattia Olivieri
Il carceriere/Il grande Inquisitore John Daszak
Primo sacerdote Nicola Straniero
Secondo sacerdote Arturo Espinosa
Il grande inquisitore John Daszak

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

con la partecipazione del Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma
(maestro Alberto de Sanctis)

NUOVO ALLESTIMENTO Teatro dell’Opera di Roma

Programma

Giacomo Puccini Suor Angelica
Luigi Dallapiccola Il prigioniero
Terza parte del progetto triennale “Trittico ricomposto” 

In collaborazione con Festival Puccini di Torre del Lago
in occasione del centenario della morte del compositore

Repliche

23 aprile 2025 ore 20 ‘prima’ repliche 24, 29 aprile, 2′ maggio 2025 ore 20 26 aprile 2025 ore 18 27 aprile 2025 ore 16.30

Chi organizza

Fondazione Teatro dell’Opera di RomaFondazione Teatro dell’Opera di Roma Capitale

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