Torna al Teatro dell’Opera di Roma Madama Butterfly, la ‘tragedia giapponese’ di Giacomo Puccini, in scena per otto serate dal 16 al 25 giugno 2023 nella messa in scena di Àlex Ollé de La Fura dels Baus. Realizzato in collaborazione con Opera Australia / Sidney Opera House, l’allestimento era stato creato per la stagione estiva di Caracalla del 2015, ripreso nel 2016, poi proposto al Circo Massimo nel 2021 e ora riadattato per il palcoscenico del Teatro Costanzi. Sul podio del Lirico capitolino sale Roberto Abbado, che interpreta per la prima volta il capolavoro pucciniano, mentre il soprano Eleonora Buratto debutta il ruolo di Cio-cio-san in Europa, dopo il recente straordinario successo ottenuto al Metropolitan di New York. Protagonisti con lei sul palco, Dmytro Popov come Pinkerton, Anna Maria Chiuri nei panni di Suzuki e Roberto Frontali in quelli di Sharpless. Carlo Bosi sarà Goro, Luciano Leoni lo Zio Bonzo. Nelle repliche del 17, 20, 22 e 25 giugno è Maria Teresa Leva a dare voce e volto a Cio-Cio-san, il 17, 22, 25 Luciano Ganci sarà Pinkerton, Giovanni Meoni, Sharpless. Le scene sono di Alfons Flores, i costumi di Lluc Castells, i video di Franc Aleu e luci di Marco Filibeck. L’orchestra e il coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. Madama Butterfly, opera in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, si basa sull’omonima pièce teatrale di David Belasco, che Puccini vide a Londra nel 1900, rimanendone profondamente colpito. Il famoso drammaturgo, impresario e regista americano – che nel corso della sua lunga carriera si trovò a scrivere, dirigere o produrre piu di cento lavori – a sua volta aveva ricavato il testo dall’omonima novella di John Luther Long, pubblicata nel 1898 e ispirata dai racconti della sorella dello scrittore, che aveva visitato il Giappone con il marito, missionario metodista. Per comporre l’opera, Puccini si documentò su usi e costumi del Sol Levante, traendo spunto anche da un altro racconto semi autobiografico, Madame Chrysanthème di Pierre Loti, scrittore e ufficiale della marina militare francese, membro dell’Académie française, che nel 1895 era partito per il Giappone, sposando e poi abbandonando una giovane del posto. L’opera di Puccini nella visione di Àlex Ollé, uno dei direttori creativi della travolgente compagnia catalana La Fura dels Baus, assume una connotazione contemporanea, di impronta quasi cinematografica, e tanto più emozionante quanto più lontana da oleografie stereotipate: “Proponiamo un significato definitivo dell’opera come perdita del paradiso – aveva spiegato il regista – Il personaggio di Pinkerton diviene simbolo di uno tsunami neoliberista, ultima conseguenza del feroce colonialismo, capace di distruggere ogni cosa”. Madama Butterfly è uno dei grandi capolavori dell’opera – dice il direttore Roberto Abbado – ed è straordinario come riesca a suscitare emozioni, a tenere il pubblico in suo pugno, a commuoverlo, mantenendo al contempo una logica e una coerenza estreme nel delineare l’evolversi del dramma psicologico dei personaggi. – (In alto, Madama-Butterfly, photocredit Yasuko Kageyama, Opera di Roma; Eleonora Buratto, credit Dario Acosta)