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Al Teatro Carlo Felice di Genova torna la colorata e fiabesca Bohème ideata da Augusto Fornari
Sul, podio sale Francesco Ivan Ciampa, nei ruoli protagonisti Anastasia Bartoli, Galeano Salas, Alessio Arduini, BenedettaTorre
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Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova Presenta

“ Stagione Lirica 2023 -24 ”
Nell’anno delle celebrazioni pucciniane, al Teatro Carlo Felice di Genova non poteva mancare la ripresa della fantasiosa e vividamente colorata Bohème ideata dal regista Augusto Fornari, con le scene e i costumi di Francesco Musante e il light design di Luciano Novelli, uno degli allestimenti più applauditi e amati del Lirico genovese.

In scena dal 12 al 21 Aprile 2024 per cinque recite, in questa occasione La bohème sarà diretta da Francesco Ivan Ciampa, alla guida dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice. Sul palco un brillante cast che vede protagonisti Anastasia Bartoli nel ruolo di Mimì, Galeano Salas, tenore statunitense di origine messicana, in quello di Rodolfo, Alessio Arduini come Marcello, Benedetta Torre come Musetta; Gabriele Sagona sarà Colline, Pablo Ruiz, Schaunard; con loro, Claudio Ottino, Benoît, Matteo Peirone, Alcindoro, e Giampiero De Paoli, Parpignol. Nelle recite del 13 e 20 aprile sarà in scena il cast alternativo formato da Serena Gamberoni (Mimì), Alessandro Scotto di Luzio (Rodolfo),  Leon Kim (Marcello), Maria Novella Malfatti (Musetta), Luca Dall’Amico (Colline), Fernando Cisneros (Schaunard) e Alberto Angeleri (Parpignol). Maestro del Coro è Claudio Marino Moretti, mentre le voci bianche sono istruite da Gino Tanasini.

Opera in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, tratta com’è noto dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger, il capolavoro dell’allora trentottenne Giacomo Puccini debuttò  il 1° febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino, diretto da Arturo Toscanini. Dopo un’accoglienza inizialmente tiepida, La boheme divenne rapidamente una delle opere più popolari e più eseguite al mondo.

Preceduta dalle giovanili Villi e Edgar, e da Manon Lescaut che tre anni prima aveva segnato il primo grande trionfo del compositore, è con La bohème che si rivela definitivamente la modernità musicale e teatrale di Puccini. L’opera è ambientata intorno al 1830 in una Parigi che, secondo Debussy, nessuno aveva mai saputo descrivere meglio in musica; la Parigi della folla di avventori del “Caffè Momus”, esempio straordinario di caos musicale organizzato, delle trombe da fiera, che anticipano di quasi vent’anni quelle di Petruška di Stravinskij, dell’atmosfera desolata della Barrière d’Enfer coperta dalla neve, resa con timbri rarefatti che nessuno aveva mai osato prima. Tra esplosioni vitali tanto travolgenti quanto effimere, parentesi liriche commoventi e strazianti (immancabili in Puccini) e invenzioni compositive senza precedenti, la partitura di Bohème è una di quelle che segnano un prima e un dopo nella storia del teatro d’opera. Con Puccini, i giovani bohémiens, gli aspiranti artisti sempre in bolletta immortalati da Henri Murger nel romanzo Scènes de la vie de bohème, irrompono nell’opera e la scompaginano, contaminando la musica e il racconto teatrale con il loro modo di vivere scapestrato e “alla giornata”.

Ed è proprio l’aspetto giocoso di Bohème, che il regista Augusto Fornari ha posto al centro della sua lettura: «È con stupore – ha spiegato – che m’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il “Gioco” come elemento propulsore della storia. Il “Gioco” quello serio, con la G maiuscola, quello dei bambini, quello che va fino in fondo, che irride la fame, il freddo, la povertà, la ricchezza, la borghesia, gli schemi sociali, quello che vorrebbe sgambettare la morte.».

«Rodolfo e compagnia – prosegue Fornari –  non fanno altro che “prendersi gioco” di tutto con una leggerezza e una distanza, come fossero consapevoli di essere personaggi da romanzo, da opera lirica. E insieme a loro, gioca il gran burattinaio Puccini che, con grazia di sublime regista, gli fa conoscere l’amore subitaneo e fragile, li conduce nelle strade, nei caffè, che diventano parco giochi pieni di balocchi, frittelle e donne frivole. E gioca, Puccini, con le situazioni e sovrappone struggenti duetti d’amore a contrasti da opera buffa, quasi a voler ricordare a sé stesso e ai suoi protagonisti di non prendersi troppo sul serio».

Commenta il direttore d’orchestra Francesco Ivan Ciampa: «La semplice definizione di capolavoro non basta per trasmettere la genialità di Puccini. E non solo in quest’opera, ma in tutto il suo straordinario percorso artistico. Quest’ anno tutto il mondo celebra questo Genio italiano a 100 anni dalla sua scomparsa, ma non dimentichiamo una cosa: lui ha celebrato tutti noi per l’intera sua vita. Ci ha raccontati, ci ha dipinti in palcoscenico, ha colto le corde più intime delle nostre anime e le ha sublimate con la musica. Celebrare veramente Puccini non è solo eseguire le sue opere, ma ricordarsi di vivere la vita, emozionarsi, amare».
Al Teatro Carlo Felice di Genova torna la colorata e fiabesca Bohème ideata da Augusto Fornari

Interpreti

Personaggi e interpreti
Mimì Anastasia Bartoli /
Serena Gamberoni (13, 20)
Rodolfo Galeano Salas /
Alessandro Scotto di Luzio (13, 20)
Marcello Alessio Arduini /
Leon Kim (13, 20)
Musetta Benedetta Torre /
Maria Novella Malfatti (13, 20)
Colline Gabriele Sagona /
Luca Dall’Amico (13, 20)
Schaunard Pablo Ruiz /
Fernando Cisneros (13, 20)
Benoît Claudio Ottino
Alcindoro Matteo Peirone
Parpignol Giampiero De Paoli /
Alberto Angeleri (13, 20)

Maestro concertatore
e direttore d’orchestra
Francesco Ivan Ciampa

Regia Augusto Fornari
Scene e costumi Francesco Musante
Luci Luciano Novelli

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Tecnici dell’Opera Carlo Felice Genova)

Maestro del Coro Claudio Marino Moretti)

Maestro del Coro di voci bianche Gino Tanasini)

Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova

Programma

La bohème
Scene liriche in quattro quadri di Giacomo Puccini

libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger

Repliche

12 aprile 2024 ore 20 ‘prima’
repliche 13, 14 e 21 aprile ore 15
19 e 20 aprile ore 20

Chi organizza

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