Opera
Firenze

Al Festival del Maggio Fiorentino “Un ballo in maschera” al tempo di John Kennedy e Marilyn Monroe

Il nuovo allestimento del capolavoro di Verdi è firmato da Valentina Carrasco,; sul podio del Maggio debutta Emmanuel Tjeknavorian, alla sua prima direzione operistica
Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino

Dopo l’inaugurazione affidata al melodramma contemporaneo The Death of Klinghoffer, l’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino prosegue il proprio cartellone operistico con un nuovo allestimento di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, in scena dal 12 al 24 maggio 2026 per cinque recite complessive. Il titolo, eseguito l’ultima volta nel 2020 in forma di concerto alla Cavea, torna al Maggio con un allestimento scenico a distanza di oltre trent’anni dall’ultima produzione del 1995.

Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino debutta Emmanuel Tjeknavorian, alla sua prima direzione operistica assoluta. La regia è affidata a Valentina Carrasco, con scene di Andrea Belli, costumi di Silvia Aymonino, luci di Marco Filibeck e video curati da Massimo Volpini.

La compagnia di canto vede alternarsi nel ruolo di Riccardo Antonio Poli e Max Jota (nella recita del 22 maggio), mentre Renato è interpretato da Bogdan Baciu e Hae Kang (nelle recite del 15 e 22 maggio). Nei panni di Amelia si avvicendano Chiara Isotton e Alessia Panza (22 maggio), accanto a Lavinia Bini nel ruolo di Oscar. Completano il cast Ksenia Dudnikova (Ulrica), Janusz Nosek (Silvano), Mattia Denti (Samuel), Adriano Gramigni (Tom), oltre a Francesco Congiu e Roberto Miani, rispettivamente Un giudice e Un servo di Amelia.

Parlando del capolavoro verdiano, Emmanuel Tjeknavorian ha sottolineato la complessità drammaturgica e musicale dell’opera, mettendone in evidenza il continuo gioco di contrasti: “Ci sono opere che si rivelano lentamente e altre che sembrano parlarci con immediatezza sin dal primo istante. Un ballo in maschera è entrambe le cose: a un primo sguardo può apparire quasi leggera, come priva di gravità. Ma più la si studia, la si ascolta, la si vive, più emerge ciò che si nasconde sotto la superficie, qualcosa di più complesso e diverso. È proprio questa duplicità a colpirmi. Da un lato eleganza, brillantezza e una naturale fluidità del discorso musicale; dall’altro una fragilità costante e la percezione che tutto possa incrinarsi da un momento all’altro. Tutti i personaggi abitano questa tensione. Musicalmente, significa accettare che l’opera non segue mai una sola direzione. I contrasti rimangono vivi e la luce non dissolve l’oscurità, ma la rende visibile. Spesso è proprio dalla leggerezza che affiora qualcosa di più profondo. Come direttore, cerco di accostarmi a questa musica come se tutto accadesse sul momento, pur avvertendo la direzione verso cui tende”.

La nuova produzione porta la firma di Valentina Carrasco, che al Maggio aveva debuttato nel 2007 come regista collaboratrice nello storico Das Rheingold. Per questo allestimento, la regista sceglie di ambientare la vicenda nei primi anni Sessanta americani, durante l’epoca dell’amministrazione Kennedy, periodo attraversato da profonde tensioni politiche e sociali. “La struttura originale di questo grande capolavoro ha come cuore narrativo la storia di un grande leader, molto carismatico e popolare che però, all’interno della sua ‘cerchia’, aveva dei nemici: questo mi ha fatto pensare a un episodio molto noto della storia recente: l’assassinio di John Kennedy. Dal momento che la versione scelta è quella più consueta, in cui l’azione del libretto viene spostata nelle colonie del Nord America e il re di Svezia viene trasformato, originariamente per ragioni di opportunità e censura, nel governatore britannico Riccardo, ho trovato interessante tracciare un parallelo con John Fitzgerald Kennedy. In particolare mi sono sembrati rilevanti alcuni aspetti della sua vita privata e politica, oltre che naturalmente la morte per mano di un assassino: esito di un complotto dai tratti ancora – in parte – oscuri. Anche Riccardo, il conte di Warwick, ci si presenta da subito con i suoi conclamati pregi, ma anche con evidenti difetti e una serie di atteggiamenti discutibili: lui stesso è conscio di star tradendo la fiducia di un amico e sodale politico per ragioni sentimentali”.

C’è dell’altro

“Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi |
la storia dell’opera

Opera tra le più affascinanti del catalogo verdiano, Un ballo in maschera fu originariamente concepita per il Teatro San Carlo di Napoli: la prima idea fu il Re Lear di Shakespeare ma la mancanza di tempo lo costrinse a ripiegare su un libretto di Scribe, Gustave III ou Le bal masqué, già musicato da Auber e da Mercadante.

La vicenda si ispirava a un fatto storico realmente accaduto nel 1792: l’omicidio di re Gustavo III di Svezia ad opera di un suo cortigiano durante un ballo. L’argomento era indubbiamente scomodo, l’uccisione in scena di un monarca non poteva lasciare indifferenti i censori napoletani, che infatti intervennero imponendo a Verdi numerosi tagli e modifiche. Ma Verdi teneva troppo ai tratti settecenteschi e allo stile brillante di ascendenza francese della sua nuova opera per poter accettare, tra le tante richieste, di spostare l’azione nel dodicesimo secolo dove sarebbe stato impossibile «trovare un principotto, un duca, un diavolo, sia pure del Nord, che avesse visto un po’ di mondo e sentito l’odore della corte di Luigi XIV».

Naufragato così il debutto napoletano, Un ballo in maschera sarà allestito al Teatro Apollo di Roma, dove andrà in scena il 17 febbraio 1859.

In Evidenza

La ‘prima’ del 12 maggio sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3.
Al Festival del Maggio Fiorentino “Un ballo in maschera” al tempo di John Kennedy e Marilyn Monroe

Interpreti

Maestro concertatore e direttore
Emmanuel Tjeknavorian
Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Regia Valentina Carrasco
Scene Andrea Belli
Costumi Silvia Aymonino
Luci Marco Filibeck
Video Max Volpini

Personaggi e interpreti

Riccardo Antonio Poli /
Max Jota (22)
Renato Bogdan Baciu /
Hae Kang (15, 22)
Amelia Chiara Isotton /
Alessia Panza (22)
Ulrica Ksenia Dudnikova
Oscar Lavinia Bini
Silvano Janusz Nosek
Samuel Mattia Denti
Tom Adriano Gramigni
Un giudice Francesco Congiu
Un servo di Amelia Roberto Miani

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

NUOVO ALLESTIMENTO Maggio Musicale Fiorentino

Programma

Giuseppe Verdi
Un ballo in maschera

Melodramma in tre atti
Libretto di Antonio Somma
tratto dal libretto Gustave III, ou Le Bal masqué di Eugène Scribe

 

Repliche

12 maggio 2026 ore 20 ‘prima’
repliche 15 e 22 maggio 2026 ore 20
17 e 24 maggio ore 15.30

Chi organizza

Fondazione Teatro del Maggio Musicale FiorentinoÈ una delle 14 Fondazioni Lirico-sinfoniche italiane

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