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Addio a Maurizio Pollini, leggenda del pianoforte
Il celebre musicista è morto nella sua Milano il 23 marzo 2024, aveva da poco compiuto 82 anni
Maurizio Pollini, unanimemente considerato tra i più grandi pianisti di sempre, si è spento a Milano nella mattinata di sabato 23 marzo 2024.

Aveva compiuto 82 anni lo scorso 5 gennaio; da tempo il  Maestro soffriva di seri problemi cardiovascolari e negli ultimi anni era stato costretto ad annullare diversi concerti per problemi di salute, dal recital previsto al Festival di Salisburgo nell’agosto 2022 in onore dei suoi 80 anni, cancellato all’ultimo minuto con il pubblico già in sala, al concerto di beneficenza in calendario nel novembre dello stesso anno a Torino in favore della Croce Rossa per gli alluvionati delle Marche; la situazione poi era migliorata, tanto che vi erano state altre esibizioni, e diverse date erano state  programmate per la stagione in corso.

Ad annunciare la scomparsa del Maestro è stato il Teatro alla Scala, istituzione alla quale Pollini era profondamente legato e dove martedì 26 marzo si terrà la camera ardente.

Nato a Milano nel 1942, figlio dell’architetto Gino Pollini e della musicista Renata Melotti, Maurizio Pollini mostrò un talento precocissimo, e salì alla ribalta internazionale nel 1960 con la vittoria, appena 18enne, al Concorso Chopin di Varsavia, una delle competizioni pianistiche più importanti al mondo. Da allora è stato un protagonista indiscusso della scena concertistica internazionale, tanto che sarebbe impossibile stilare un elenco di tutti i luoghi dove si è esibito e degli artisti con cui ha suonato. In oltre a 60 anni di attività, Maurizio Pollini ha calcato le scene di tutti i centri musicali d’Europa, America e Giappone, ha suonato con i più celebri direttori del mondo e con tutte le più importanti orchestre; ha all’attivo decine di incisioni, ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti ed è stato insignito di prestigiose onorificenze, tra cui quella di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana e il Premio Imperiale del Giappone.

Maurizio Pollini è stato un interprete capace di rivoluzionare la percezione di autori come Chopin, Schubert,  Debussy e dello stesso Beethoven, promuovendo al tempo stesso con grande dedizione il repertorio delle avanguardie storiche, Schoenberg su tutti, e della musica contemporanea. Le sue interpretazioni si sono sempre basate sul rispetto totale del testo scritto, ma restando molto moderne, senza abbandoni lirici o eleganze virtuosistiche, con una forza espressiva tutta interna al lavoro. Accanto alla sua grandezza di strumentista resta fondamentale la sua testimonianza sul ruolo stesso della musica, intesa come componente essenziale della cultura e della vita civile e come strumento di trasformazione della società.

Fortissimo è il legame che ha unito Maurizio Paolini al Teatro alla Scala, dove si è esibito ben 168 volte, dal debutto l’11 ottobre 1958 all’ultimo recital il 13 febbraio 2023. E la Scala “piange” la scomparsa del Maestro “uno dei grandi musicisti del nostro tempo e un riferimento fondamentale nella vita artistica del teatro per oltre cinquant’anni” – si legge nella nota diramata dal Piermarini, – “Il Sovrintendente Dominique Meyer, il Direttore Musicale Riccardo Chailly, i professori dell’orchestra e i lavoratori scaligeri sono accanto alla moglie Marilisa, al figlio Daniele e a tutta la famiglia.”

Profondo il cordoglio dell’Accademia di Santa Cecilia, dove Pollini aveva debuttato il 22 gennaio 1961 e di cui era diventato Accademico nel 1978, esibendosi in oltre sessanta produzioni fino all’ultima apparizione il 7 febbraio del 2022: “L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Presidente – Sovrintendente Michele dall’Ongaro, il Direttore Musicale designato Daniel Harding, il Direttore Emerito Antonio Pappano, l’Orchestra, il Coro e i lavoratori tutti piangono la scomparsa di Maurizio Pollini, uno dei grandi musicisti del nostro tempo e Accademico di Santa Cecilia dal 1978.”

Tanti i messaggi di cordoglio arrivate da tutte le maggiori istituzioni musicali italiane e non solo.

“Un poeta del pianoforte che nei suoi lunghi anni di straordinaria carriera ha dato lustro all’Italia sulla scena artistica internazionale”, così il ricordo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

~

(Photocredit Brescia & Amisano, Teatro alla Scala)
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