Il fitto programma è animato da musicisti, collaboratori, studiosi, amici e familiari del compositore

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Il fitto programma è animato da musicisti, collaboratori, studiosi, amici e familiari del compositore
Sarà la quiete di Radicondoli, borgo senese scelto da Luciano Berio come dimora e rifugio creativo fin dal 1974, a fare da cornice a “Invito”. Per un centenario, il festival che dal 23 al 25 maggio 2025 celebra i cento anni dalla nascita del grande compositore (Imperia, 24 ottobre 1925 – Roma, 27 maggio 2003). Promosso dal Centro Studi Luciano Berio, l’evento ideato dalla direttrice scientifica Angela Ida De Benedictis si propone come un viaggio alla scoperta del multiforme universo artistico e umano di una delle voci più originali e influenti della musica del Novecento.
Tre giorni di musica, spettacoli, incontri e installazioni trasformeranno Radicondoli in un palcoscenico diffuso: le piazze, i palazzi storici, il Teatro dei Risorti, la Biblioteca comunale Dina Ferri e il podere Il Colombaio – un tempo dimora privata del compositore – ospiteranno una fitta trama di appuntamenti pensati per un pubblico eterogeneo, dai neofiti ai più appassionati.
Protagonisti dell’ evento, numerosi musicisti – tra cui Laura Catrani, Mario Caroli, Christian Lindberg – collaboratori, studiosi, amici e familiari di Berio, da Talia Pecker Berio, vedova del compositore e fondatrice del Centro Studi, alla figlia Marina Berio, artista e fotografa, fino a Tempo Reale, centro di ricerca e nuove tecnologie per il suono fondato da Berio nel 1987, Danilo Grassi, direttore d’orchestra, Oreste Bossini, giornalista e scrittore, autore e conduttore di Rai Radio3. Insieme restituiranno – attraverso suoni, parole e visioni – la profondità di un’eredità artistica ancora viva e vibrante.
Il festival prende il via venerdì 23 maggio (ore 17.30) nel cinquecentesco Palazzo Bizzarrini, con l’inaugurazione della mostra Berio bambino, Berio papà: l’esposizione, curata da Marina Berio, raccoglie una serie di disegni e lettere manoscritte dall’archivio familiare, rivelando il rapporto del maestro con l’infanzia, una dimensione intima e sconosciuta ai più.
A seguire (ore 18.30) in Via Tiberio Gazzei e Piazza Giacomo Matteotti, lo spettacolo Berio’s Rhapsodies, firmato dalla compagnia francese di mimi Sara Mangano & Pierre-Yves Massip, con la partecipazione di Laura Catrani (voce) e del trombonista Christian Lindberg, in collaborazione con Tempo Reale, il centro per le nuove tecnologie musicali fondato da Berio nel 1987.
Sabato 24, l’omaggio a Cathy Berberian, musa e interprete d’elezione di Berio, prende forma con Una voce, poco fa…, incontro performativo in programma a Palazzo Borghi Lolini. Per lei il compositore scrisse brani solistici, da camera, orchestrali e elettroacustici tra i più rilevanti del ‘900; a rievocare la cantante e il suo sodalizio umano e artistico con Berio, uno spettacolo sonoro, narrativo e visivo che vede protagonisti la voce di Laura Catrani, la chitarra di Leo Izzo e i testi di Emanuele Franceschetti.
Nel paesaggio toscano del Podere Tesoro, tra vigneti e oliveti, lo stesso giorno (ore 18.30) andrà in scena Differenze sonore, concerto in collaborazione con l’ORT e Tempo Reale. Il programma, con i solisti Mario Caroli (flauto), Christian Lindberg (trombone), spazierà dai brani solistici alle opere elettroniche beriane, tra cui spicca Différences, costruita su una trama apparentemente infinita di combinazioni strumentali dal vivo (flauto, clarinetto in si bemolle, viola, violoncello e arpa) e dei loro “riflessi” registrati su nastro magnetico, insieme a suoni elettronici.
Accanto ai concerti, tre seminari focalizzati sulle Sequenze per flauto, trombone e voce e momenti di approfondimento sulla produzione teorica del compositore. In programma anche la presentazione della nuova edizione italiana di Un ricordo al futuro. Lezioni americane, a cura di Talia Pecker Berio per Il Saggiatore.
Il festival si chiuderà domenica 25 maggio con un’installazione sonora immersiva nel giardino de Il Colombaio, progettata dal Centro Studi Luciano Berio e curata da Tempo Reale: un commosso ritorno alle radici e, insieme, uno sguardo proiettato al futuro.