6 notizie su Richard Strauss
Compositore e direttore d’orchestra, Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 – Garmisch-Partenkirchen 1949) ha un ruolo di rilievo nella storia della musica tra fine Ottocento e prima metà del Novecento.

Noto soprattutto per i suoi poemi sinfonici (Così parlò Zarathustra, La Sinfonia delle Alpi) e le sue opere liriche (Salomè, Elettra, Arianna a Nasso, Il cavaliere della rosa),  la sua vasta produzione abbraccia diversi ambiti musicali, dalla cameristica alle composizioni orchestrali, dai brani pianistici alla liederistica.

Attenzione a non confondere i diversi compositori  – nonostante l’omonimia, Richard Strauss  non ha alcun rapporto di parentela con il celebre re dei valzer e la sua dinastia viennese.

Zarathustra nello spazio

Un brano conosciutissimo anche da chi non è un ascoltatore di classica è l’inizio del poema sinfonico Così parlò Zarathustra, grazie all’uso che ne fece uno dei maggiori cineasti del ‘900, il visionario Stanley Kubrick (1928 –  1999) nel film cult 2001: Odissea nello spazio (1968): l’accostamento tra le note della colonna sonora e le immagini del film è perfettamente riuscito, al punto da farne uno dei temi musicali più conosciuti e amati nella storia del cinema, e un richiamo spesso utilizzato in seguito per sottolineare i momenti epici di un racconto cinematografico.

Nella colonna sonora del film di Kubrick, per una curiosa coincidenza alle note di Zarathustra segue il brano di un altro Strauss, il re del valzer Johann II, il notissimo Sul bel Danubio Blu –  con il suo andamento cullante contrasta in modo spettacolare con la scena precedente dove l’impatto sonoro di Zanathustra aveva portato la tensione alle stelle.

Primi approcci alla musica

“Mia madre racconta che nella primissima infanzia reagivo con un sorriso al suono del corno, mentre il suono del  violino scatenava il mio pianto irrefrenabile” così riporta Strauss nelle sue memorie …

Gli Strauss sono una famiglia di artisti (il padre Franz Joseph, primo corno dell’Orchestra del Teatro di Corte di Monaco, era considerato un eccellente strumentista), e in casa si fa musica con familiari e amici. A quattro anni e mezzo Richard inizia a prendere lezioni di pianoforte, a sei compone i suoi primi pezzi, tra cui un Canto di Natale per voce e pianoforte con il testo annotato dalla madre – il compositore in erba conosceva già la notazione musicale ma non sapeva ancora scrivere!

In seguito ricevette lezioni di composizione dal maestro di cappella Frederick Wilhelm Meyer;  sotto la sua guida, ai precoci brani per pianoforte e voce faranno seguito le prime composizioni più ampie: concerti o brani da concerto, una grande sonata, un quartetto d’archi, due sinfonie e una serenata per fiati. A 12 anni comporrà la sua opera n.1, la Marcia festiva per grande orchestra.

Aus Italien”: Il fascino dell’Italia e una citazione in tribunale a causa di una canzone

Nel 1886, il 22enne Strauss si reca per la prima volta in Italia per un viaggio d’istruzione nel solco del Grand Tour; il padre Franz gli spesa il viaggio nella convinzione “che le impressioni che ne riceverai influenzeranno il tuo futuro lavoro artistico”.

L’incisivo riassunto del figlio conferma che aveva visto giusto: “Verona, Bologna, Roma, Napoli, Firenze. Risultato: la Suite italiana.” Il primo capolavoro, l’esordio sul terreno della musica a programma: la fantasia sinfonica op. 16  Aus Italien.

La sinfonia si articola in quattro movimenti descrittivi dai titoli eloquenti: 1. Nella campagna romana – 2. Tra le rovine di Roma: quadri fantastici, di uno splendore scomparso; sentimenti tristi e dolorosi nel paesaggio assolato – 3. Sulla spiaggia di Sorrento – 4. Vita popolare a Napoli.

L’ultimo quadro  Strauss lo descrive così: “Il tema principale è una nota canzone popolare napoletana [“Funiculi, funicula”], e una tarantella che il compositore ha sentito a Sorrento è usata come motivo di coda. Dopo alcune fragorose battute di apertura, si inserisce il tema principale, eseguito da viole e violoncelli, una grande fantasmagoria orchestrale, che cerca di rappresentare la colorita vivacità di Napoli; la tarantella, che all’inizio si sente  solo in lontananza, verso la fine del movimento prende sempre più il sopravvento e costituisce il finale di questo scorcio umoristico. Alcuni echi del primo movimento esprimono la nostalgia per la quiete della Campagna romana.

Funiculi, funicula appunto –  Strauss ascolta la canzone, la scambia per una melodia tradizionale, la inserisce perciò nella sua  suite (min 35:38) e … Luigi Denza (1846 – 1922), che aveva composto la notissima melodia,  intenta una lunga causa – poi vinta –  per ottenere i suoi diritti d’autore.

Skat: il Maestro gioca a carte

Dopo la musica e la famiglia, la  più grande passione di Strauss è lo Skat, il gioco di carte più diffuso in Germania, dove si è sviluppato attorno al 1810;  Richard è un giocatore che ama rischiare, tanto brillante quanto accanito, e viene spesso criticato per questa sua passione: al grande direttore d’orchestra Karl Böhm spiegò quanto la distrazione delle carte gli era necessaria: “Le persone mi attaccano perché amo giocare a skat. Böhm, glielo assicuro, questo è l’unico momento della mia vita in cui non lavoro. Altrimenti il mio cervello non si ferma mai. “

Strauss fece anche un omaggio musicale a questo gioco: il secondo atto dell’opera Intermezzo (1923), largamente autobiografica,  si apre con la scena di una partita di Skat.

Strauss all’aria aperta: pattinaggio su ghiaccio, discese in slittino, escursioni in montagna, ma lo sci …

Il compositore è attratto dai grandi spazi aperti, e ama le  lunghe escursioni in alta montagna; non manca poi  di uscire – con qualsiasi tempo e anche in età avanzata – per le due passeggiate quotidiane con la moglie, il soprano Pauline de Ahna.

Gli piacciono i divertimenti invernali come il pattinaggio su ghiaccio, che pratica accompagnando Pauline, provetta pattinatrice, e le discese sullo slittino, per la gioia dei due nipotini.

Non tiene invece in alcun conto lo sci, che considera – come scrive ai nipoti – “ un’occupazione perfetta per i postini di campagna norvegesi”

L’impegno per il riconoscimento del diritto d’autore: la fondazione della società di tutela

Richard Strauss è stato non solo uno dei maggiori compositori e direttori d’orchestra del 19. e 20. secolo, ma ha anche svolto un ruolo cruciale con il suo impegno per il riconoscimento del diritto d’autore, affermando con forza che quella del compositore fosse una professione, un mestiere del quale poter vivere.

Nel 1903 fondò insieme ad altri compositori la Società per i diritti nelle Rappresentazioni Musicali e nella Riproduzione Meccanica  (antesignana della GEMA, la corrispondente tedesca della SIAE italiana), una svolta fondamentale che consentiva e consente agli autori di godere dei frutti della loro arte e del loro lavoro.

Se ne giovò lo stesso Strauss – la villa di Garmisch dove trascorse gli ultimi anni della sua vita,  era chiamata Villa Salome, perché acquistata con i diritti d’autore dell’opera omonima.

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