54° Festival delle Nazioni – Città di Castello
Per l’edizione 2021 ‘Omaggio alla Norvegia’, nazione ospite per la prima volta al festival umbro
Dal 20 Agosto 2021

al 18 Settembre 2021

Città di Castello

Omaggia la Norvegia l’edizione 2021 del Festival delle Nazioni a Città di Castello – il Paese scandinavo, con le diverse sfaccettature della sua cultura musicale, sarà per la prima volta ospite della manifestazione tifernate, che prende il via il 20 agosto e si concluderà il 18 settembre.

A comporre il cartellone saranno 14 concerti integrati da numerosi eventi collaterali, che si svolgeranno nelle diverse locations di Città di Castello – la Chiesa di San Domenico, Piazza delle Tabacchine, il Teatro degli Illuminati, il Giardino della Pinacoteca Comunale – ma anche in altri luoghi d’arte dell’Alta Valle del Tevere: Sansepolcro, San Giustino con il Castello Bufalini, Montone e Citerna.

Ad inaugurare la 54. Edizione del Festival delle Nazioni sarà lo straordinario talento di Raphael Gualazzi, con un attesissimo concerto nella suggestiva piazza delle Tabacchine, il 20 agosto alle ore 21. Il cantautore, compositore, musicista e produttore, protagonista di un successo discografico digitale di caratura internazionale, si esibirà in trio con Gianluca Nanni alla batteria e Roberto Bartoli al contrabbasso.

Proporrà un viaggio sonoro tra stride piano, jazz, blues e fusion, ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera: la scaletta del concerto spazierà tra i pezzi più amati del suo repertorio e brani standard soul internazionali reinterpretati in modo del tutto originale.

Nella stessa scenografica piazza, il 23 agosto (ore 21) si esibirà l’Orchestra di Piazza Vittorio con la nuova produzione ‘Dancefloor’, un travolgente e imperdibile show dedicato al ballo, al ritmo e alla musica che supera i generi, gli stili e le nazioni, per raccontare la storia di questo eccezionale ensemble multietnico, fondato nel 2002 da Mario Tronco e ormai noto a tutti. ‘Dancefloor’ ripercorre le tappe dell’entusiasmante e quasi ventennale percorso partito dal quartiere Esquilino, ombelico di Roma, per approdare sui palchi e nei teatri di tutto il mondo, con un repertorio che partendo dalla musica tradizionale, mischiandola e intingendola con rock, pop, reggae e classica, ha fatto scoprire generi e sonorità per lo più sconosciute al grande pubblico.

L’Orchestra di Piazza Vittorio è formata da Houcine Ataa (Tunisia) alla voce, Emanuele Bultrini (Italia) alle chitarre, Giuseppe D’Argenzio (Italia) al sax tenore e soprano, Duilio Galioto (Italia) a pianoforte e tastiere, Ernesto Lopez Maturell (Cuba) alla batteria, Roman Villanueva (Cile) alla tromba, Carlos Paz Duque (Ecuador) a voce e flauti andini, Pino Pecorelli (Italia) al basso elettrico, Raul Scebba (Argentina) alle percussioni e Ziad Trabelsi (Tunisia) a voce e oud.

Andranno poi in scena due progetti speciali in prima assoluta, commissionate dal Festival:

Il 26 agosto a Sansepolcro, nel Chiostro di Santa Chiara, si rappresenta “Norvegia, spazi dell’anima” con testi di Erik Fosnes Hansen, Neil Gaiman, Ludvig Holberg, Henrik Ibsen, con Caterina Casini e Maurizio Repetto voci recitanti, musiche e live electronics di Michele Mandrelli, scenografia di Stefano Macaione e movimenti delle ombre di Gloria Sapio.

Il 1° settembre nella Chiesa di San Domenico di Città di Castello, ci sarà l’omaggio a Dante nel 700° della morte con la performance “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, voce recitante Ivano Marescotti, e musiche di Daniele Furlati in prima esecuzione assoluta eseguite dall’Ensemble Suono Giallo (Claudia Giottoli flauto, Michele Bianchini sassofono, Gianni Maestrucci percussioni, Giacomo Piermatti contrabbasso, Simone Nocchi pianoforte).

Il Festival delle Nazioni avrà poi altri importanti ospiti come  I Solisti Veneti in scena il 2 settembre (Chiesa di San Domenico, ore 21) con un programma vivaldiano, integrato da Tartini e – in onore alla Norvegia ospite della rassegna – brani di Grieg in apertura e chiusura del concerto;

il 5 settembre sarà la volta di Giovanni Sollima con il suo violoncello, in programma due composizioni proprie, il Concerto rotondo e Natural Songbook, musiche di Bach, Sibelius, Stravinskij, e un’originale versione per violoncello solo di ‘Norvegian wood’dei Beatles.

E naturalmente saliranno sul palco alcuni tra i più interessanti musicisti norvegesi:

Il 28 agosto presso la Chiesa di San Domenico a Città di Castello, ci sarà l’occasione di ascoltare il violinista e compositore Henning Kraggerud – suonerà un prezioso Guarnieri del Gesù – in duo col pianista Håvard Gimse. Kraggerud, tra i più affermati artisti norvegesi, vanta una carriera internazionale sia come strumentista che in veste di compositore, ed è attualmente direttore artistico della Arctic Philharmonic Chamber Orchestra. Presenta un repertorio tutto da scoprire, con un programma interamente dedicato agli autori norvegesi: accanto all’imprescindibile Grieg, musiche di Johan Svendsen, Ole Bull, Johan Halvorsen, e una propria composizione in prima esecuzione italiana.

Nello stesso affascinante spazio, il 3 settembre ci sarà Karl Seglem, sassofonista e compositore di gran fama, con un progetto in prima italiana. Oltre al sax tenore, Seglem in quest’occasione suonerà anche il bukkehorn, antico strumento scandinavo ricavato da un corno di capra. Ad accompagnarlo, Kåre Opheim alle percussioni e Håkon Høgemo e Sigrid Moldestad con un altro strumento tradizionale chiamato hardingfele, un particolare violino provvisto di altre quattro o cinque corde oltre alle quattro principali, che suonano per ‘simpatia’ creando il tipico stile ‘a bordone’.

Ancora nella Chiesa di San Domenico, il 4 settembre – in sostituzione dell’annunciato Quartetto Vertavo, costretto ad annullare il concerto per motivi sanitari -suonerà l’ Engegård Quartet, formato da Arvid Engegård e Ragnhild Kyvik Bauge ai violini, Juliet Jopling alla viola e Clemens Carlsen al violoncello. In programma Haydn, Schumann, Johan Svendsen, Sigmund Lillebjerka.

Completano il cartellone il Faccini Piano Duo (21 agosto, Cortile del Castello Bufalini a San Giustino, con un programma tra Russia e Francia), il concerto dei finalisti del Concorso Alberto Burri (25 agosto ore 18, Teatro degli Illuminati a Città di Castello), il Trio Hermes (27 agosto a Citerna, Chiesa di San Francesco, brani di Brahms e Beethoven), il Trio Hoffmann (29 agosto, Montone, Chiesa San Francesco, musiche di Grieg, Sinding, Beethoven).

Infine, chiuderà la 54. edizione del Festival delle Nazioni l’omaggio a Raffaello dell’Ensemble Sensus, pensato in origine per il 500° della scomparsa. ‘Ut Musica Pictura – Raffaello e la musica del Rinascimento’ si svolgerà il 18 settembre (ore 21) nel Giardino della Pinacoteca Comunale.

Tutti i concerti si svolgono alle ore 21 eccetto il concerto dei finalisti del Concorso Burri programmato alle ore 18.

Durante il Festival al Palazzo del Podestà si svolgerà inoltre la mostra “Infinito ritardo “ di Carlo Rea;

per il programma completo degli eventi collaterali vedi
www.festivalnazioni.com/eventi-collaterali-2021

54° Festival delle Nazioni – Città di Castello
La storia e il progetto culturale del Festival delle Nazioni

Anima culturale dell’Alta Valle del Tevere il Festival delle Nazioni fin dagli esordi ha assunto un’identità distintiva di grande respiro nel panorama europeo. In 54 anni di grandi esperienze artistiche e culturali il Festival ha dato la possibilità a tutte le nazioni europee di proporre a un vasto pubblico le loro più significative tradizioni musicali, dedicando ogni anno a una di esse il proprio progetto artistico, culturale e musicale.

Il Festival ha, inoltre, sempre contribuito con grande convinzione alla diffusione della cultura del 900 affidando a compositori contemporanei, come Salvatore Sciarrino, la produzione di opere prime, dimostrando che è possibile e fruttuoso collegare la tradizione e le espressioni più innovative della musica.

L’identità internazionale del Festival delle Nazioni ha orientato le sue scelte artistiche verso i più ampi orizzonti geografici e politico-culturali. Basti pensare a nazioni ospiti quali la Spagna, la Polonia, Israele, che hanno portato all’incontro tra gruppi musicali e artisti della tradizione ebraica e islamica.

Il Festival ha inoltre avuto il pregio di valorizzare e far conoscere i numerosi manufatti storici e artistici dell’Alta Valle del Tevere, contribuendo allo sviluppo di un turismo di alta qualità. Da Sansepolcro ad Anghiari, da Morra a Monte Santa Maria Tiberina, da San Giustino a Umbertide, da Citerna a Montone e Città di Castello, tutti i musei, le chiese, i teatri di questa area geografica sono stati toccati da concerti e spettacoli interpretati da ospiti straordinari come Uto Ughi, Salvatore Accardo, Luciano Pavarotti, Krystian Zimerman, Gidon Kremer, Shlomo Mintz, Krystof Penderecky, Yuri Bashmet, il Quartetto Amadeus, Alexander Lonquich e Mstislav Rostropovich che ha eseguito al Festival uno dei suoi ultimi concerti. Tutti grandi artisti che hanno segnato la storia della cultura musicale dell’Italia e dell’Europa.

Il Festival delle Nazioni, sin dai suoi esordi, è stato sostenuto dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dalla Provincia di Perugia, dalla Regione dell’Umbria, dagli Enti locali dell’Alta Valle del Tevere e Città di Castello che lo ha eletto quale manifestazione principale attraverso cui promuovere la sua identità civile in Umbria, in Italia e in Europa.

(dal sito ufficiale del Festival)

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Informazioni in breve sui luoghi storici nei quali si svolgono i concerti, dal Teatro degli Illuminati alla Piazza delle Tabacchine:
www.festivalnazioni.com/luoghi

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Informazioni su Città di Castello:
www.umbriatourism.it/it/citta-di-castello

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Città di Castello è anche la città di Alberto Burri (1915 – 1995) pioniere dell’arte Informale, famoso per i suoi Sacchi, le sue tele bruciate e i cretti, tra cui spicca l’immenso Cretto di Gibellina.

La Collezione Burri si trova a Palazzo Albizzini, dove ha sede anche la Fondazione Burri, e comprende 130 opere dell’artista datate dal 1948 al 1989 ordinate cronologicamente da lui stesso in venti sale. Le opere esposte sono Catrami, Muffe, Gobbi, Sacchi, Legni, Ferri, Combustioni, Cretti e Cellotex, oltre ai bozzetti per scenografie ed alcuni esempi della produzione grafica.

Il complesso degli Ex Seccatoi del Tabacco, inaugurato nel 1990, completa la Collezione di Palazzo Albizzini con i cicli realizzati da Alberto Burri tra il 1974 e il 1993. Vi sono esposte 128 opere, primariamente cellotex, collocate per Cicli in hangar distinti.

Informazioni su Alberto Burri e la Fondazione:
www.fondazioneburri.org

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