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1946 ˗ 2026: il Teatro alla Scala festeggia gli 80 anni dalla rinascita con tre giorni di iniziative

L’11 maggio, nell’anniversario del ‘Concerto della liberazione’ diretto da Toscanini, cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Ottant’anni dopo il concerto che ne sancì la rinascita dalle macerie della guerra, il Teatro alla Scala celebra lo storico evento, ricordando il valore simbolico che la sua ricostruzione ebbe per Milano e per l’Italia del dopoguerra. Dal 9 all’11 maggio 2026  il teatro milanese dedica tre giornate di iniziative alla ricorrenza dell’11 maggio 1946, quando Arturo Toscanini inaugurò la sala restaurata dopo i bombardamenti dell’agosto 1943 con quello che sarebbe passato alla storia come il “Concerto della liberazione”.

Quel ritorno alla musica, nel cuore di una città ancora segnata dalla guerra, assunse immediatamente un significato che andava oltre la dimensione artistica. La ricostruzione della Scala fu percepita come una priorità civile e culturale condivisa dal governo, dall’amministrazione comunale guidata allora da Antonio Greppi e dalla cittadinanza stessa, inserendosi nel più ampio processo di ricostruzione materiale e morale del Paese che avrebbe trovato pochi mesi dopo uno snodo decisivo nel referendum istituzionale e nell’elezione dell’Assemblea Costituente.

Le celebrazioni culmineranno lunedì 11 maggio alle ore 12 con una cerimonia pubblica nella sala del Piermarini alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Interverranno il sindaco di Milano e presidente della Fondazione Teatro alla Scala GiuseppeSala, il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina e il direttore musicale Riccardo Chailly, chiamato a dirigere Orchestra e Coro del Teatro in una selezione dal Nabucco di Giuseppe Verdi: la Sinfonia e i cori “Gli arredi festivi” e “Va’ pensiero”. Una scelta che richiama direttamente il programma concepito da Toscanini nel 1946, interamente dedicato alla musica italiana e costruito attorno al valore simbolico del capolavoro verdiano, accanto a pagine di Rossini, Puccini e Boito.

Lo stesso Chailly ha sottolineato come il “Va’ pensiero” rappresentasse allora il centro emotivo di quel concerto, evocando insieme il dolore per la patria ferita e il desiderio di rinascita dopo il conflitto. Nel corso della cerimonia saranno inoltre proiettati materiali storici e una registrazione della voce di Toscanini restituirà idealmente la presenza del maestro che guidò la riapertura del teatro.

Il programma prenderà avvio già sabato 9 maggio alle ore 15 con l’inaugurazione, nel Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”, della mostra 1946, la Scala rinasce – La ricostruzione del Teatro, della Città, del Paese, prodotta dal Museo Teatrale alla Scala diretto da Donatella Brunazzi e curata da Pierluigi Panza. Attraverso fotografie, documenti e testimonianze, il percorso ricostruisce gli anni che vanno dai bombardamenti al ritorno di Toscanini sul podio scaligero. Completa l’esposizione un video realizzato da Davide Gentile e Paola Calvetti, con contributi e testimonianze, tra gli altri, di Pier Luigi Pizzi, Harvey Sachs e Liliana Segre.

All’inaugurazione della mostra si affiancherà un incontro di studi curato e moderato da Raffaele Mellace, responsabile editoriale del Teatro, con la partecipazione di Fortunato Ortombina, Pierluigi Panza, dello storico Mauro Balestrazzi, di Fernanda Giulini – presente al concerto del 1946 – e di Harvey Sachs, tra i maggiori studiosi di Toscanini.

Domenica 10 maggio le celebrazioni coinvolgeranno anche il pubblico più giovane: alle ore 14 Riccardo Chailly aprirà agli studenti la prova antegenerale di Nabucco, nell’ambito delle attività del Servizio promozione culturale del Teatro.

La giornata si concluderà alle 20.30 in piazza della Scala con l’accensione di Note di luce, installazione dell’artista Marco Lodola che unisce arte contemporanea, memoria storica e immaginario musicale. Il progetto comprende tre grandi sculture luminose collocate nella piazza, mentre la facciata del teatro sarà attraversata dai colori dell’inconfondibile arcobaleno visivo ideato dall’artista pavese.

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