1ª parte – Duelli musicali: Händel vs Scarlatti
Tra Sette e Ottocento una pratica che trovava grande riscontro presso il pubblico, era quella dei ‘duelli musicali’, sfide tra due musicisti generalmente di pari fama, acclamati per il loro virtuosismo alla tastiera.

Le competizioni, il più delle volte amichevoli, accendevano gli animi dei ‘supporters’ dell’uno o dell’altro artista nel contesto di ricevimenti privati che si svolgevano perlopiù nei palazzi nobiliari. Queste sfide venivano infatti volentieri organizzate per animare le cosiddette ‘accademie’,  trattenimenti artistici e musicali ai quali l’ospite invitava una cerchia di amici aristocratici, accademici,  artisti. Il ‘duello’ prevedeva che i due virtuosi, veri divi dell’epoca, a turno dimostrassero le proprie capacità virtuosistiche esibendosi nel proprio repertorio o in improvvisazioni su un tema assegnato.

Tre di questi duelli musicali, disfide all’ultima. . . nota, sono particolarmente famosi: il primo ebbe luogo a Roma all’inizio del Settecento e mise in competizione Händel e Domenico Scarlatti, il secondo, tra Mozart e Muzio Clementi, si svolse a Vienna la vigilia di Natale del 1781, il terzo vide sfidarsi Liszt e Sigismund Thalberg nel 1837 a Parigi.

Händel vs Scarlatti

La prima memorabile sfida vide competere due grandissimi musicisti, virtuosi e soprattutto compositori tra i maggiori di tutta la storia della musica, Georg Friedrich Händel e Domenico Scarlatti. Coetanei (erano entrambi nati nel 1685, Scarlatti a Napoli, Händel a Halle), si erano incontrati un paio di anni prima a Venezia, stabilendo rapporti di amicizia e reciproca stima. Secondo un noto aneddoto, nella città lagunare Domenico Scarlatti era intervenuto ad un ballo in maschera quando ad un tratto si udirono le note di un clavicembalo suonato in modo straordinario. Alla tastiera era seduto un uomo massiccio con il volto coperto da una bauta, la caratteristica maschera veneziana. Scarlatti non ebbe dubbi, e apostrofò i suoi interlocutori con una battuta ironica “I casi sono due: quell’uomo o è Händel, o è Satana!”.

Del talento superlativo di Händel troviamo testimonianza ovunque negli scritti dell’epoca: c’è lo descrivono diari, cronache e resoconti, epistolari e memorie, tanto i suoi contemporanei ne erano impressionati; della maestria di Scarlatti ci restano pure testimonianze inequivocabili, tra cui quella di Thomas Roseingrave (1690 – 1766), compositore inglese e seguito anche editore delle musiche di Scarlatti. Sentendolo suonare, scrisse di lui: “Non appena ebbe cominciato a suonare, io subito ebbi l’impressione che mille diavoli fossero penetrati nello strumento. Mai prima di quel momento avevo udito, in un’esecuzione, quel certo tipo di passaggi ed effetti.”

Quando Händel e Scarlatti di lì a poco si incontrarono di nuovo a Roma, le premesse per un duello musicale tra i due – evidentemente entrambi di una bravura diabolica – c’erano dunque tutte.

La disfida musicale ebbe luogo nel 1708 nei saloni del Palazzo della Cancelleria, alla corte del cardinale Pietro Ottoboni, uno dei maggiori mecenati e promotori della vita musicale romana tra Sei- e Settecento. I due giovani musicisti, amichevolmente rivali, si sfidarono alla presenza di nobili, membri dell’Arcadia e musicIsti.

La serata fu straordinaria, come ci racconta John Mainwaring (1724 – 1807), teologo e scrittore inglese e primo biografo di Händel (Memoirs of the Life of the Late George Frederic Handel, London, 1760); i due maggiori virtuosi del tempo si esibirono in prodigiose improvvisazioni all’organo e al cembalo. Scarlatti aveva stupito tutti con la sua musica e con la sua assoluta maestria nel suonare il clavicembalo. Händel dal canto suo aveva lasciato i presenti senza fiato tanta era la bravura prodigiosa all’organo.

Il modo di suonare di Scarlatti si caratterizzava per “una certa eleganza e delicatezza di espressione”, come riportano i resoconti del tempo. Händel da parte sua sfoggiava un suono ricco di “pienezza, di forza e di energia.”

Di fronte a tali talenti, come decretare un vincitore? E infatti il match finì alla pari: Scarlatti fu dichiarato primo al clavicembalo, Händel all’organo. C’è lo conferma lo stesso Scarlatti in uno scritto molto più tardo, ricordando quell’episodio: “A 24 anni entrai in gara con un giovane che si chiamava Haendel e che era stimato un prodigio e lo vinsi al cembalo, come lui mi vinse all’organo.” 

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